Manifesto anti aborto a Genova, polemiche: "Il Comune lo tolga"

Manifesto anti aborto a Genova polemiche

#stopaborto: L'aborto è la prima causa di Femminicidio nel mondo

La causa dei femminicidi avvengono per mano di fidanzati, mariti, famigliari che decidono di uccidere le donne in quanto le ritengono di loro proprietà e di poter decidere sulle loro vite aggiungono -. "Non è possibile rivendicare nessun diritto civile, vero o presunto, se prima non si riconosce il diritto alla vita di tutti contro l'ideologia abortista". Ecco perché la nostra campagna, in vista della Marcia per la Vita del prossimo 19 maggio, che porterà in piazza migliaia di cittadini, migliaia di donne, che non solo credono nella vita, ma anche nella libertà di essere informati sulla realtà dell'aborto, sull'uccisione di migliaia di innocenti. Il manifesto, comparso in via Salaria a Roma, ha fatto immediatamente discutere. "Chiediamo a tutte le associazioni e a tutte le persone che intendono sostenere le nostre azioni a sostegno della Legge 194 e della libertà femminile (questa inclusa), di sottoscrivere questo post il proprio nome e cognome", scrive su facebook Rebel Network, la rete femminista per i diritti.

La senatrice del Pd Monica Cirinnà ha parlato di "una nuova orribile campagna di disinformazione contro le donne da parte di organizzazioni estremiste", chiedendo "un immediato intervento delle istituzioni, a partire dall'Autorità delle Comunicazioni, per rimuovere subito i manifesti e per fermare la diffusione di false informazioni". Non per altro, non abbiamo mai sentito questi signori prendere una posizione né preoccuparsi del numero crescente di femminicidi. È apparso in tante città italiane, anche a Genova per mettere ancora al centro dell'attenzione il tema della vita prenatale e dell'aborto. La Relazione annuale del Ministero della Salute sull'applicazione della Legge spiega che il calo segue la tendenza degli ultimi tre anni, anche se è di entità minore rispetto al 2014 e al 2015. Tutto ciò accade a 40 anni esatti dall'entrata in vigore, il 22 maggio 1978, della legge 194 sull'aborto. Mentre la Lega, con la presidente della commissione Pari opportunità in Comune Francesca Corso afferma di non capire "dove stia l'offesa nell'affiggere un manifesto che oltretutto non dichiara nulla di falso, preso atto dell'evidente messaggio di invito alla riflessione prima di compiere un gesto estremo come quello dell'aborto".

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