Pedofilia, i vescovi del Cile rassegnano le dimissioni

I vescovi Juan Ignacio Gonzalez e a destra Luis Fernando Ramos Perez

I vescovi Juan Ignacio Gonzalez e a destra Luis Fernando Ramos Perez

Francesco aveva concluso giovedì sera l'ultimo dei quattro incontri con i 34 vescovi cileni convocati a Roma dopo lo scandalo pedofilia che ha travolto la Chiesa in Cile: insabbiamenti, coperture, vittime inascoltate e calunniate.

"Ci mettiamo in cammino", - proseguono i presuli - sapendo che questi giorni di dialogo onesto hanno rappresentato una pietra miliare di un profondo processo di cambiamento guidato da Papa Francesco. I vescovi cileni, riporta Vatican News, ringraziamo anche monsignor Scicluna e a don Jordi Bertomeu per la loro dedizione pastorale e personale, nonché per lo sforzo investito nelle ultime settimane per cercare di sanare le ferite della società e della Chiesa del loro Paese. "In comunione con lui, vogliamo ristabilire la giustizia e contribuire alla riparazione del danno causato, per dare nuovo impulso alla missione profetica della Chiesa in Cile, il cui centro sarebbe sempre dovuto essere in Cristo".

Nel comunicato finale, per la prima volta, i vescovi fanno finalmente mea culpa: "Dopo tre giorni di incontri con il Santo Padre e molte ore dedicate alla meditazione e alla preghiera, seguendo le sue indicazioni, desideriamo comunicare che anzitutto ringraziamo Papa Francesco per il suo ascolto paterno e la sua correzione fraterna". Ha poi invece dovuto fare marcia indietro chiedendo "perdono" e dichiarando "vergogna e dolore" per gli errori di valutazione commessi, davanti alle testimonianze indelebili di 64 testimoni.Il sacerdote accusato, Fernando Karadima, era molto stimato dalla Chiesa cilena e dall'alta borghesia del paese, con amicizie in alto loco in Vaticano. Con umiltà e speranza chiediamo a tutti di aiutarci a percorrere questa strada. "Alla luce di questi dolorosi eventi riguardanti gli abusi - di minori, di potere e di coscienza - abbiamo approfondito la gravita' della situazione e le tragiche conseguenze che hanno avuto in particolare per le vittime". Lo scrive Papa Francesco nella lettera consegnata a ciascuno dei vescovi cileni ricevuti ieri pomeriggio nell'auletta dell'Aula Paolo VI. "Ad alcune di queste - afferma il Pontefice nella nuova missiva - io stesso ho chiesto perdono di cuore, al quale perdono voi vi siete uniti in un'unica volontà e con il fermo proposito di riparare i danni causati".

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