Pesticidi nell'acqua, l'allarme Codacons: presenti nel 70% dei casi

Ispra, “Pesticidi nelle acque”: maglia nera dell'illegalità al glifosato

Pesticidi, 259 quelli trovati nelle acque in Italia: “I rischi sono ancora sottostimati”. Cala la vendita di prodotti tossici

Dalle analisi appare sempre più evidente la presenza di miscele: nelle acque italiane sono state trovate 259 sostanze diverse, soprattutto pesticidi e soprattutto nella pianura padano-veneta. La situazione è differente tra regione e regione, ma i pesticidi nelle acque sono in aumento e i livelli di contaminazione sono sopra i limiti in quasi un quarto dei punti di monitoraggio delle acque superficiali.

Il centro studi del Ministero dell'Ambiente ISPRA ha presentato l'edizione 2018 del Rapporto nazionale pesticidi nelle acque. A livello nazionale devono essere ancora uniformati i controlli, come prevede la legge 132 del 2016 per la protezione dell'ambiente, ed è necessario investire maggiormente su ricerca e innovazione per l'agroecologia. "L'agricoltura di qualità, - aggiunge Gentili - oltre al chilometro zero e alla sostenibilità della filiera, deve puntare a eliminare i pesticidi".

Prosegue l'Ispra: "Degna di nota anche la presenza di altri erbicidi, come nel caso del metolaclor, che supera i limiti nel 7,7% dei punti di monitoraggio e del suo metabolita metolaclor-esa, che tuttavia è ricercato solo in Friuli Venezia Giulia e che supera i limiti nel 16% dei siti, nonché del quinclorac, superiore ai limiti nel 10,2% dei casi". Questo dipende largamente dal fatto che lì le indagini sono generalmente più rappresentative.

A preoccupare di più è la diffusione degli inquinanti nelle acque sotterranee, 260 punti (l'8,3% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti. Le sostanze più rilevate nelle acque superficiali sono il glifosato (che ha ricevuto di recente un contestatissimo via libera dall'Ue) e il suo derivato AMPA, l'atrazina (fuorilegge dal 1992, ma rimasta nell'ambiente), il metolachlor ESA, il bentazone e 2,6-diclorobenzammide, l'insetticida neonicotinoide imidacloprid (messo fuorilegge dalla Ue pochi giorni fa perché uccide le api), i fungicidi triadimenol, oxadixil e metalaxil.

La maggior presenza di composti chimici per l'agricoltura viene analizzata nella pianura padana (soprattutto nella parte occidentale) e nella pianura veneto-friulana (soprattutto in Friuli). Nelle falde acquifere ci sono pure sostanze chimiche che da decenni sono bandite. In Alta Italia si concentra più del 50% dei punti di monitoraggio. Al Nord ci sono più sforamenti perché si fanno più controlli. Supera il 70% in Lombardia e in provincia di Trento. Nelle acque sotterrane è particolarmente elevata in Friuli 81%, in Piemonte 66% e in Sicilia 60 per cento.

Il direttore generale di Ispra, Alessandro Bratti, disegna una situazione complessa e individua le strade da percorrere: "Con il nostro lavoro denunciamo forti impatti ambientali e una notevole quantità di sostanze chimiche nelle acque".

In Italia, i pesticidi sono presenti nel 67% delle acque superficiali e nel 33% delle acque sotterranee e superano i limiti rispettivamente nel 23,9% e nel 8,3% dei casi.

Dopo oltre dieci anni di diminuzione, sono tornate ad aumentare in Italia le vendite di pesticidi, che nel 2015 sono state pari a 136.055 tonnellate, comunque inferiori alle 150.000 del 2002 (anno in cui si è avuto il massimo).

"Significativo invece il calo delle vendite dei prodotti tossici e molto tossici - segnala l'Ispra - che nel periodo di riferimento segnano un -36,7% rispetto al massimo di oltre 5mila tonnellate raggiunto in passato". La media nazionale delle vendite riferite alla Superficie Agricola Utilizzata (SAU) è pari a 4,6 kg/ha. "Gli erbicidi, in particolare, rimangono le sostanze riscontrate con maggiore frequenza - spiega il rapporto - principalmente per le modalità e il periodo di utilizzo che ne facilita la migrazione nei corpi idrici, ma aumenta anche la presenza di fungicidi e insetticidi".

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