Regeni: madre Giulio in sciopero fame contro l'arresto di Amal

I Regeni denunciano

Una manifestazione per Giulio Regeni

Il digiuno a staffetta punta a ottenere la liberazione immediata di Amal.

"Nessuno deve più pagare per la nostra legittima richiesta di verità sulla scomparsa, le torture e l'uccisione di Giulio", ribadisce la madre, facendo un appello: "Vi chiediamo di digiunare con noi, fino a quando Amal non sarà finalmente libera".

La moglie del consulente legale della famiglia Regeni sarebbe stata fermata dalla Sicurezza egiziana probabilmente per uno sfogo postato su Facebook, un post interpretato come un appoggio al terrorismo.: "Amal è stata accusata di terrorismo, un'accusa che in Egitto può portare all'ergastolo e alla pena di morte", ha riferito la signora Regeni parlando a un incontro al Salone del libro di Torino. "Noi siamo la loro speranza", ha affermato. Paola Regeni, madre di Giulio, e il suo avvocato Alessandra Ballerini, lanciano l'allarme su quanto avvenuto tre giorni fa al Cairo, con l'irruzione in casa del leader dell'organizzazione non governativa per i diritti umani che collabora con loro nella ricerca della verità sulla scomparsa del giovane ricercatore italiano, torturato e ucciso all'inizio del 2016. L'accusa per la moglie è di terrorismo.

L'arresto è arrivato infatti alla vigilia del viaggio, l'ennesimo, delle autorità italiane al Cairo: il 15 il sostituto procuratore della procura di Roma, Sergio Colaiocco, che da due anni e mezzo sta seguendo il caso, volerà in Egitto. Non è d'accordo l'avvocato Ballerini: "Ma in realtà - ha detto - sembra una maniera per colpirci".

Contemporaneamente la Procura Generale del Cairo, dopo sei mesi di riflessione, ha deciso di approfondire le indagini sui nove funzionari della National Security che, secondo la ricostruzione della procura di Roma, hanno avuto un ruolo sicuramente nel sequestro di Giulio e nei depistaggi avvenuti dopo il suo assassinio. "L'importante è che liberino subito Amal".

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