Scopre la leucemia in gravidanza: trattata con una cura innovativa

Palermo, incinta scopre di avere la leucemia: salvata con il suo bebè grazie a terapia innovativa (alternativa alla chemio)

Incinta scopre di avere la leucemia: salvata col bimbo dalla terapia alternativa alla chemio

Marzia Mocera, 31 anni, scopre di avere la leucemia al sesto mese di gravidanza.

Così - d'accordo con i medici - hanno tentato ciò che in Italia nessuno aveva mai osato. La risposta della donna alla cura è stata molto positiva, definita dagli stessi medici "straordinaria". Sospensione di una parte della chemioterapia per i mesi necessari per completare la gravidanza, sostituita da una cura innovativa, per evitare malformazioni al feto.

Il suo caso approda all'Unità di Ematologia con trapianto all'Azienda ospedaliera universitaria Policlinico di Palermo diretta dal prof.

Lei e il bambino stanno bene. "Siamo profondamente soddisfatti per questo importantissimo risultato ottenuto con uno straordinario lavoro di ricerca e di assistenza - le parole di Fabrizio Micari, rettore dell'Università di Palermo - Il Policlinico universitario si conferma sempre più come polo di eccellenza sanitaria e come punto di riferimento, non solo per la Sicilia, ma come è dimostrato dalla particolarità di diversi casi che negli ultimi tempi sono stati curati in maniera eccezionale ed innovativa, anche a livello nazionale".

A spiegare il caso della paziente è stato Renato Venezia, docente di Ginecologia: "La donna è venuta alla nostra osservazione per la presenza di petecchie emorragiche cutanee agli arti inferiori, presto propagate in tutto il corpo. Sarà possibile usare questo protocollo di terapia anche in pazienti non in gravidanza". La diagnosi arriva come un fulmine a ciel sereno: Marzia, incinta di 23 settimane, ha la leucemia promielocitica acuta. Come riporta Repubblica.it, infatti, il trattamento tradizionale prevede l'utilizzo di due farmaci, di cui uno, il triossido di arsenico, è potenzialmente tossico per il feto e può portare all'aborto. La gravidanza è andata avanti senza complicanze ostetriche fino alla 35,4 settimana, "quando si è deciso di procedere al taglio cesareo in quanto era già stata raggiunta un maturità fetale soddisfacente".

Marzia è stata poi sottoposta a terapia salvavita (solo con acido retinoico) e terapia di supporto per il rischio emorragico, infettivo e da lisi tumorale e maturazione (sindrome da differenzazione).

"L'inizio della terapia salvavita, uccidendo rapidamente le cellule leucemiche, ne determina il rilascio di sostanze particolarmente tossiche". In particolare i medici, nel corso della conferenza stampa in cui hanno dato la notizia, hanno spiegato che la donna ha reagito bene al trattamento che ha portato a una progressiva normalizzazione dei parametri per la risoluzione delle complicanze. "Nel mondo ce ne sono stati quattro-cinque del genere a questa età di gestazione, ma nel 50 per cento non è andata bene".

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