Svolta sull'aereo scomparso in Malaysia nel 2014: "Fu missione suicida"

Un momento della commemorazione lo scorso marzo per i 4 anni della scomparsa del volo MH270 in Malesia

Un momento della commemorazione lo scorso marzo per i 4 anni della scomparsa del volo MH270 in Malesia

A quattro anni dall'otto marzo 2014, giorno in cui sorvola l'Oceano Indiano, la squadra di investigatori che analizza la misteriosa sparizione, sostiene che il velivolo sarebbe precipitato a causa del pilota 53enne Zaharie Amad Shah.

"Il pilota decise di suicidarsi", hanno dichiarato gli analisti che sono intervenuti nel programma australiano "60 Minutes" spiegando la vicenda dell'aereo di cui si sono perse le tracce. L'area delle perlustrazioni sul fondale è stata estesa, più a nord che in precedenza, ma sinora non è stato trovato nulla di riconducibile all'aereo, scrivono i media internazionali. È stata un'azione "pianificata, è stata fatta deliberatamente ed è stata pianificata nel corso di un periodo di tempo prolungato", ha detto Dolan, che per due anni ha guidato le ricerche sottomarine. Secondo Vance, il pilota avrebbe indossato una maschera dell'ossigeno prima di depressurizzare l'aereo per rendere incoscienti i passeggeri e il resto dell'equipaggio. Vance crede inoltre che l'aereo non sia precipitato con un impatto violento, ma in una sorta di atterraggio controllato che avrebbe minimizzato la dispersione di detriti. Il pilota e istruttore di volo Simon Hardy ha anche ricostruito la traiettoria di volo sulla base dei radar militari: il pilota avrebbe volato lungo il confine tra Malesia e Thailandia, spostandosi su di esso per evitare di essere intercettato, e avrebbe fatto una manovra sopra Penang, sua città di origine, forse per un "commosso addio". È questa la convinzione del team di inquirenti che ha cercato di risolvere il mistero della sparizione del Boeing 777. Il suo matrimonio era in crisi, e lui si opponeva alla voglia di separazione della moglie.

Negli anni di ricerche trascorsi sono state ritrovate pochissime parti dell'aereo. Dopo le prime ricerche, una nuova missione ha preso il via a gennaio, gestita dalla compagnia privata Ocean Infinity, e dovrebbe concludersi a giugno. Ma non è l'unico: secondo l'Aviation Safety Network, dal 1976 schianti per volontà del pilota sono avvenuti 12 volte.

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