Aquarius, portavoce partito Macron linea italiana "da vomitare"

Aquarius, portavoce partito Macron linea italiana

Chiusura dei porti, le conseguenze legali per l’Italia

Dopo che si è sbloccata la situazione della nave Aquarius, con l'offerta della Spagna di accogliere i 629 migranti nel porto di Valencia, dalla Francia riecheggiano le dure parole di Gabriel Attal, portavoce di En Marche, il partito del presidente francese, Emmanuel Macron. L'ambasciatore Christian Masset sarà ricevuto nella sede del ministero degli Esteri alle 10.

Il 14 aprile 2016, durante una sessione di formazione dedicata alla Scuola superiore della magistratura, è stato evidenziato un caso che fa giurisprudenza; si tratta di una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) relativa a un contenzioso tra Georgia e Russia scaturito da un'espulsione di massa operata da Mosca ai danni di una comunità georgiana. "Una forma di cinismo e di irresponsabilità" da parte dell'Italia, aveva detto Macron al termine del consiglio dei ministri a Parigi secondo quanto riferito dal portavoce Griveaux. "Parlano proprio loro", la replica del capo politico M5s.

Accade più o meno la stessa cosa anche in Italia: gli attacchi alla politica dei respingimenti (tra l'altro senza prendersi la briga di raccontare una soluzione, che è tutta politica, e si chiama revisione dell'accordo di Dublino ma a Salvini viene più facile tenendo ostaggi in mezzo al mare) che arrivano da chi ha sostenuto il governo di Minniti dei putridi accordi con la Libia, da chi ha urlato "aiutiamoli a casa loro" oppure da chi non s'è fatto scrupoli di collegare per calcolo elettorale l'immigrazione alla sicurezza (basta rileggersi alcune uscite della Serracchiani quando era presidente in Friuli Venezia Giulia) per Salvini e compagnia risuonano quasi come una medaglia. Io voglio lavorare serenamente con tutti, ma con un principio: "#primagliitaliani".

La questione relativa alla chiusura dei porti è cosa sostanzialmente diversa perché solo blandamente toccata dai trattati internazionali che l'Italia ha ratificato, norme che peraltro prevedono della "clausole di salvaguardia" che permettono agli stati firmatari di attuare una serie di misure non ben definite, qualora non si trovassero in condizione di dare accoglienza ai rifugiati. Se n'è prese 640. Per ora il vertice di Parigi è stato confermato. Ogni volta che un Macron attacca le politiche di Salvini il ministro dell'interno si fortifica e accumula consenso. Lo ha affermato il ministro della Giustizia, Dolores Delgado, non escludendo rischi di "responsabilità penali internazionali" per l'Italia. "Questo tema ha il potenziale di danneggiare l'Europa".

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