Batosta pensioni: nel 2019-2020 saranno più basse

Pensioni assegni più bassi per chi lascerà il lavoro nel 2019   
                       
                
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Pensioni assegni più bassi per chi lascerà il lavoro nel 2019 Oggi alle 12:00

Un ulteriore strumento disponibile è, infine, la RITA (rendita integrativa temporanea anticipata, per lavoratori che distino fra 5 e 10 anni dalla pensione di vecchiaia) che può essere richiesta utilizzando -integralmente o anche solo in parte- il montante contributivo accantonato presso le forme di previdenza complementare a contribuzione definite: al contrario dell'APE volontario, quest'ultimo caso non genera alcun piano di ammortamento in quanto il fruitore della RITA consuma gradualmente una liquidità già accantonata senza alcun prestito. Il decreto che aggiorna questi numeri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Si tratta ovviamente di ipotesi che vanno prese con il beneficio d'inventario, dal momento che il governo non ha ancora indicato tempi e costi delle principali misure contenute nel contratto di governo.

Continua a tenere banco in tema previdenziale la questione dell'aumento della speranza di vita, perché non solo allontana la pensione, ma la rende anche meno ricca.

Facciamo un esempio: un dipendente con 100mila euro di contributi versati e 65 anni di età in questi ultimi anni ha dovuto fare i conti con un calo della pensione di circa 900 euro.

Pensioni 2019: pubblicati i nuovi coefficienti di trasformazione da applicare per il calcolo delle pensioni relative al prossimo biennio 2019 e 2020.

. Man mano che si cresce con l'età l'anticipo sarebbe minore e quindi più ridotto il sacrificio economico da sopportare. In particolare, tali coefficienti si sono rivelati più bassi di quelli in vigore nel triennio precedente. Per la riforma delle pensioni comunque si prevedono tempi lunghi: come riportato dal Sole 24 Ore, c'è bisogno di un lungo lavoro preparatorio.

"Per un pensionamento che avverrà dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2021, la pensione annua sarà di 5.245 euro, ossia 81 euro in meno rispetto al 2018, 266 euro in meno rispetto al 2012 e 891 euro in meno rispetto al 2009". Più complicato il discorso per chi ha molta contribuzione e che a regime attuale andrebbe in pensione con l'anticipata.

58 anni: divisore 23,236; coefficiente 4,304%.

61 anni: divisore 21,475; coefficiente 4,657%. E la percentuale sfiorerà addirittura il 2% di penalizzazione per le fasce di età più alte: un 70enne che andrà in pensione il prossimo anno passerà dai 2.943 euro del 2018 ai 2.887 del 2019. Però, si prenderà il primo assegno previdenziale più tardi e con un coefficiente più basso.

Alla luce di quanto illustrato in precedenza, il coefficiente sarà più vantaggioso per chi si va in pensione con un'età maggiore. "Sappiamo che questi accordi non sono ripetibili per tutte le aziende del settore alimentare, ma l'accordo ci dice che se ci sono relazioni sindacali che riconoscono il ruolo e la funzione della Rsu, delle strutture sindacali territoriale come soggetti portatori di interessi dei lavoratori, si possono trovare strade che evitano traumi ai lavoratori e dare inizio a percorsi lavorativi per le nuove generazioni di lavoratori".

- 64 anni: divisore 19,672; coefficiente 5,083%.

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