Toyota e Alonso trionfano alla 24 Ore di Le Mans 2018

La Toyota TS050. I due bolidi giapponesi stanno dominando la 24 Ore di Le Mans

Toyota dominatrici al comando con 10 giri di vantaggio. Porsche in testa tra le GT di Nicola Desiderio

Nella 86esima edizione, dopo 388 giri di intensa competizione, il team giapponese fa doppietta con le vetture TS050 Hybrid #8 e #7, guidate rispettivamente da Sébastien Buemi/Kazuki Nakajima/Fernando Alonso e da Mike Conway/Kamui Kobayashi/José María López: il vero avversario di Toyota, dunque, è stata la stessa Toyota (la #7 è stata in vantaggio fino a metà notte), e il risultato è una vittoria meritatissima, con un distacco di 12 giri dal terzo posto nella categoria LMP1 (team Rebellion). In gennaio ha debuttato alla Rolex 24 di Daytona. Non sapevo se guardare, dormire o guardare la MotoGP.

Il modello di riferimento per Fernando Alonso, l'unico ad essere riuscito a conquistare la Tripla Corona. Ma sì, è stato bello e intenso.

Oltre la Toyota anche Fernando Alonso ha fatto la storia negli ultimi giorni. Poi l'altra voce che circolava nel paddock di Le Mans era quella di un favoritismo interno in casa Toyota per far vincere la numero otto di Alonso, piuttosto che la Toyota numero sette. Spettacolare l'ultimo giro, con Buemi e Alonso seduti sull'auto mentre Nakajima era alla guida. A dare spettacolo ed onorare il pubblico è stato proprio il campione più grande, quello che meno conosceva la gara e meno avrebbe dovuto rischiare.

Se sulla carta doveva essere una delle categorie più elettrizzanti da vedere, la LMP2 è stata invece un monologo del team G-Drive Racing che, con la sua Oreca-Gibson, ha letteralmente dominato: il trio composto da Pizzitola-Rusinov-Vergne ha imposto un ritmo forsennato, con il francese che è stato autore di uno stint fenomenale. Sulla pista italiana, infatti, Rindt perse il controllo della vettura appena prima della curva Parabolica, andando a urtare violentemente contro il guard-rail; a causare la morte del pilota fu il piantone dello sterzo che fracassò lo sterno del pilota austriaco: le cinture di sicurezza si strapparono parzialmente dai sei punti di ancoraggio alla scocca e non ressero alla decelerazione dell'impatto, proiettando il pilota in avanti verso il volante.

"Ora siamo in testa al Mondiale dopo aver vinto a Spa-Francorchamps e qui a Le Mans".

Per concludere, non poteva certo mancare qualche parola nei confronti della Triple Crown. Fernando non ha nascosto di trovare sempre più affascinante questa opportunità e quasi certamente proverà a conquistarla nelle prossime stagioni. Lo scorso anno ho preso parte alla Indy 500 per vincerla, ma abbiamo perso l'occasione. Come ben si sa l'asturiano non è certo un pilota che si da per vinto, ma a quasi trentasette anni uno inizia a rendersi conto che fosse è il tempo di intraprendere nuove sfide, lontano dalla F1. Quindi volevo davvero vederli vincere e ho deciso di combattere insieme a loro anche se ero in Giappone.

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