Tra Kim e Trump... vince la Cina

Rodman: lacrime per la pace Usa-Corea:

Trump e Kim, la stretta di mano che entra nella storia

Si è concluso con risultati superiori alle attese iniziali lo storico incontro tra Donald Trump e Kim Jong-un, avvenuto poco dopo le 9 (le 3 in Italia).

Secondo quanto detto da Trump sul processo di denuclearizzazione della Corea del Nord le cose andranno avanti "molto velocemente".

Al di là di quello che verrà deciso, l'incontro tra Trump e Kim è già considerato "storico".

Dallo studio legale sudcoreano Bae, Kim & Lee sono arrivate conferme, al New York Times, che alcune "grandi società" sono oggi più che mai aperte a esplorare eventuali opportunità. Kim, nel documento, si ha riaffermato il suo "forte e incrollabile impegno per una completa denuclearizzazione della penisola coreana", da attuare "nella sua totalità" e "molto rapidamente". In Europa la Gpi Consultancy, che rivendica passate esperienze di contatti con Pyongyang, tiene sotto osservazione sviluppi nella tecnologia: la società sta preparando una missione esplorativa in Corea del Nord "nella tecnologia dell'informazione e della comunicazione" in settembre, per introdurre al Paese imprese del vecchio continente. Nel 2016 un viceministro dell'Istruzione è stato fucilato perché aveva "una postura irrispettosa" durante un incontro con Kim Jong-un. Se è prematuro prevedere ondate di aziende, americane ed europee oltre che asiatiche, che puntino i riflettori sulla Corea del Nord, segni di interesse tra i più avventurosi hanno cominciato a emergere in questi giorni e ore. Il Rodong sinmun, giornale ufficiale del Partito dei lavoratori coreani, ha pubblicato 16 foto a colori del viaggio di Kim, compresa quella in cui scende dal velivolo con la bandiera rossa della Cina. Con Kim Jong-un "risolveremo un grande problema, un grande dilemma", ha detto Trump sul nucleare con il leader nordcoreano, assicurando che "lavorando insieme ce ne faremo carico". Un summit che sigilla un nuovo corso nelle relazioni dei due paesi. "Abbiamo sottoscritto un documento di ampio respiro, credo che lui onorerà gli impegni", ha affermato alla conferenza stampa. "Posso dire che adesso lo conosco abbastanza bene".

Altrettanto importante è stata la riunione del G7 in terra canadese che ha chiaramente segnato la fine dell'idea politica di un Occidente unito a tal punto che, stando alla narrazione dei principali organi di stampa, veniva spesso definito la "comunità internazionale". Tra i "papabili", anche Kim Yong Chol, considerato il braccio destro di Kim, vicepresidente del Comitato centrale del Partito dei Lavoratori, ex capo dello spionaggio di Pyongyang, che ha avuto un ruolo centrale nella ripresa dei colloqui e il 2 giugno ha portato alla Casa Bianca la missiva che ha spianato la strada. Lo scontro sui dazi doganali ha messo in rilievo la posizione di forza degli Stati Uniti nei confronti degli altri sei Paesi e soprattutto nei confronti di un'Europa incapace di emanciparsi dalla tutela americana e che si atteggia a "supplicante" nei confronti di Washington. "Ora c'è un'amministrazione diversa, un altro segretario di Stato, persone impegnate, e noi ce la faremo, per noi è una priorità, per gli altri non lo era e non l'hanno portata a termine". Se Singapore fosse fallita, la colpa sarebbe ricaduta su Moon. "C'erano ostacoli ma li abbiamo superati per esserci". "Il video mostrava lo sviluppo estremo", ha spiegato Trump.

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