Tumore del seno iniziale, chemio evitabile in 70% dei casi

Tumore al seno chemio evitabile nel 70% dei casi iniziali con un test

Svolta nella cura del cancro al seno, il 70% delle donne potrebbe evitare la chemio

In base a quanto è emerso, il 70% delle pazienti con un tumore al seno può evitare la chemioterapia. È il sogno che ci regala un team statunitense, che è riuscito a eliminare un tumore in uno stato avanzato grazie alla terapia cellulare con i linfociti.

Il successo delle cure immunoterapiche varia molto in funzione del tipo di tumore che si vuole vincere. "Significa che migliaia di donne potranno evitare la chemio con tutti i suoi effetti collaterali pur mantenendo eccellenti risultati a lungo termine". "Con punteggio superiore a 8 l'indicazione è quella di optare per la chemio come primo trattamento". La fattibilità di questo approccio terapeutico è stata dimostrata dal gruppo di Steven Rosenberg del National Institutes of Health di Bethesda in Maryland. Ognuno di questi errori nel DNA può generare frammenti di proteine??noti come neoantigeni. I linfociti T vengono prima isolati dal sangue stesso del paziente e, dopo la coltivazione in provetta, vengono nuovamente iniettate per attaccare le cellule malate, senza necessità di ricorrere alla chemioterapia. Infine, il paziente ha ricevuto una singola iniezione contenente miliardi di linfociti selezionati, un sistema immunitario d'elite sviluppato sulla base del profilo genetico del loro tumore che è stato somministrato insieme a un trattamento con interleuchina per stimolare la sopravvivenza dei linfociti. Un nuovo studio, infatti, ha mostrato come sia possibile utilizzare le cellule immunitarie della stessa paziente per affrontare una delle malattie più aggressive - e potenzialmente fatali - della nostra epoca. Ora lo studio fornisce una risposta definitiva: la chemio può essere evitata nel 70% delle pazienti con cancro iniziale, limitandola a quel 30% per il quale porterà beneficio.

Reso noto sulla rivista Nature Medicine, è un traguardo senza precedenti.

A oggi, l'immunoterapia ci offre due approcci veramente efficaci per combattere il cancro. Il dottor Antonio Carriero, responsabile senologia del "Vito Fazzi" di Lecce invita alla prudenza. Lo studio in questo caso si è avvalso di un campione di 1.752 pazienti operate al seno.

Si chiama OncotypeDX ed è un test genomico.

Ma quali sono gli effetti collaterali della chemioterapia? "E' ironico che proprio le mutazioni che causano il cancro possono rivelarsi il bersaglio migliore per curarlo". Ripeto: sono studi in fase sperimentale.

Ad annunciare gli importanti progressi è stata Kathy Albain, oncologa al Sistema Sanitario dell'Università di Loyola, e co-autrice dello studio pubblicato nel New England Journal of Medicine in contemporanea alla presentazione a Chicago. Si sta lavorando tanto per cercare di arginare la chemioterapia. Ma bisogna essere prudenti con gli annunci: non bisogna illudere il paziente neoplastico, che ha tanti problemi e potrebbe aggrapparsi a qualsiasi cosa per vivere, anche a notizie ancora non ottimali.

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