++ Draghi, da Roma aspettiamo fatti prima di giudicare ++

Governo, Draghi: “Per ora ci sono parole, aspettiamo i fatti per dare un giudizio”

La preoccupazione di Mario Draghi per i dazi: "Tempi incerti, solo un'Europa unità può resistere agli shock".

Lo ha detto il numero uno della Banca Centrale Europea, Mario Draghi in audizione alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento Ue.

Rispondendo a un eurodeputato italiano, Draghi ha parlato anche del governo gialloverde. "Intendiamo mantenere - ribadisce Draghi - la nostra politica di reinvestire i principali pagamenti dai titoli che vengono a scadenza nell'ambito del programma di acquisto di asset per un periodo esteso di tempo, dopo la fine del nostro programma di acquisto di asset e, in ogni caso tanto a lungo quanto sarà necessario a mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di politica monetaria espansiva".

"Prima di pronunciare un giudizio aspettiamo i fatti, il test, la prova del nove saranno i fatti: per il momento ci sono state solo parole, che peraltro sono cambiate". E getta acqua sul fuoco anche sui timori che la fine del quantitative easing possa avere un impatto pesante su un Paese ad alto debito come l'Italia.

I rischi al ribasso per le prospettive di crescita "riguardano principalmente la minaccia di un maggiore protezionismo: un'Unione europea forte e unita può aiutare a cogliere i benefici dell'apertura economica proteggendo al tempo stesso i suoi cittadini contro una globalizzazione incontrollata", ha insistito il presidente della Bce. "L'economia dell'area dell'euro - continua Draghi - è cresciuta dello 0,4% durante il primo semestre del 2018, segnando cinque anni di espansione economica continua". Il presidente della Bce ha poi sottolineato che "le nostre misure di politica monetaria sono state molto efficaci". In pratica l'Eurotower continuerebbe ad essere pronta ad attuare la sua linea di interventi, nota come "tutto quello che serve".

Passando dall'Italia all'Ue, il presidente della Bce ha sostenuto che "in questi tempi di aumentate incertezze globali, è più importante che mai che l'Europa resti unita". Tuttavia, la nostra unione monetaria è ancora incompleta e rimane vulnerabile. Tra l'altro, secondo Draghi, questo schema "eviterebbe il rischio di profezie destabilizzanti, che si auto-avverano nella forma di fuga dalle banche".

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