L'Agcom consacra la televisione liquida e lancia l'allarme sui Big Data

Angelo Marcello Cardani

Angelo Marcello Cardani

Agcom stima che circa 3mln di cittadini guardino abitualmente la tv in streaming e "e in numero 3/4 volte superiore scaricano abitualmente contenuti televisivi sui propri device". Sono solo alcuni degli aspetti emersi dalla fotografia scattata dal Presidente AGCOM, Angelo Marcello Cardani, nella Relazione al Parlamento. La tv tradizionale "manifesta comunque importanti segni di tenuta", sia in termini di risorse sia di ascolti, con 25 mln di contatti medi nel prime time.

E ancora, la questione chiama in causa il Legislatore, secondo Cardani "La terza direttrice chiama in causa il legislatore attorno ad un dilemma strategico: se l'immensa galassia Big Data debba restare tutta proprietaria, in nome del diritto dell'impresa e del segreto industriale; ovvero se esista una porzione più o meno rilevante di questi dati che possano essere resi trasparenti e liberamente accessibili sul presupposto della loro natura di bene pubblico", si legge nel testo di Cardani. Il settore, ha detto il presidente Cardani illustrando la Relazione, "nell'ultimo decennio ha perso all'incirca meta' del suo peso economico". Da sottolineare in particolare i risultati negativi dell'editoria (meno 5,2%) con i quotidiani che registrano una contrazione dei ricavi dell'8,9%.

La Relazione AGCOM 2018 descrive un panorama incoraggiante per quanto riguarda il comparto TLC della Penisola, grazie ad un incremento negli investimenti in infrastrutture, misurabile nell'1.6%, ad oggi il settore sarebbe riuscito a raggiungere un valore pari a 32 miliardi di euro con investimenti che si aggirano sui 7 miliardi di euro. Per Cardani la crisi dell'editoria "e la contestuale ascesa di Internet quale tendenziale mezzo sostitutivo" è un problema che investe "governo e Parlamento" e richiede "una riflessione di ampio respiro". Al primo posto si colloca 21st Century Fox/Sky Italia, gruppo attivo nella televisione a pagamento e in quella gratuita con una quota del 33%. Al terzo posto, con una quota del 28%, quasi invariato, gruppo Fininvest/ Mediaset.

"Tende invece a ridursi, anche se con un diverso grado di intensità, il peso degli altri comparti vigilati, ossia TV, radio ed editoria", spiega Angelo Marcello Cardani, presidente dell'Agcom. La crescita della raccolta adv si deve all'online che vale ora 2,2mld (non arriva a 1,9mld la raccolta su quotidiani, periodici e radio). La televisione perde il 2% di ricavi (-3,5% sulla free e +0,2% sulla pay) confermandosi però "il mezzo con la maggiore valenza informativa, sia per frequenza di accesso anche a scopo informativo, sia per importanza e attendibilità percepite".

BIG DATA - E' un dovere interrogarsi sulle "possibili soluzioni" di fronte ai rischi che comporta l'uso dei Big Data, con la possibilita' di un ecosistema governato da poche grandi multinazionali, nonche' sulla disciplina di mercati dominati da Over the top come Google, Apple, Facebook, Amazon, e' la sollecitazione che giunge dall'Agcom.

Cardani ha poi parlato del fenomeno fake news: "L'informazione è un valore fondante della convivenza democratica e della libera manifestazione delle opinioni e per questo va utilizzata, costruita e diffusa con estremo rigore e cautela".

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