Modello 730, come funzionano i rimborsi in busta paga e quando arriva

Modello 730, il 23 luglio la scadenza per l'invio

Fisco, scadenza 730 precompilato e rimborso Irpef in busta paga

Sulla base delle Dichiarazioni dei contribuenti l'Agenzia delle Entrate deve effettuare il ricalcolo delle imposte IRPEF dovute al netto delle detrazioni, alle quali poi ogni contribuente ha diritto.

Nel primo caso il contribuente beneficia di un rimborso, un vero e proprio conguaglio dell'Irpef. Quindi può accadere che con il ricalcolo ci si renda conto che il contribuente abbia pagato più tasse di quanto avrebbe dovuto o al contrario che ne abbia pagate meno. Per i ritardatari o i dubbiosi resta comunque la possibilità di utilizzare il modello Redditi che può essere inviato fino al 31 ottobre, anche direttamente on line dal sito dell'Agenzia delle entrate. Per il lavoratore dipendente il credito riconosciuto sarà pagato direttamente in busta paga. Il credito è pagato direttamente in busta paga dal datore di lavoro che si pone come sostituto di imposta, per i pensionati invece è l'Inps che lo eroga insieme all'assegno previdenziale.

IL 7 luglio è scaduto il termine di presentazione del modello 730 ordinario, mentre chi ha adottato il modello precompilato ha ancora fino al 23 luglio per inviarlo.

Rimborso 730 in busta paga.

E dunque il prossimo 20 agosto, andranno eseguiti i pagamenti risultanti dalla dichiarazione dei redditi, con maggiorazione, ovvero: Irpef, cioè l'imposta sul reddito, addizionale regionale, addizionale comunale e tutti gli altri versamenti derivanti dal Modello Redditi, compresa la cedolare secca, cioè l'imposta sostituiva sulle locazioni di immobili ad uso abitativo.

I Caf o i professionisti abilitati hanno l'obbligo di verificare che i dati indicati nel modello 730 siano conformi ai documenti esibiti dal contribuente (relativi a oneri deducibili e detrazioni d'imposta spettanti, alle ritenute, agli importi dovuti a titolo di saldo o di acconto oppure ai rimborsi) e rilasciano per ogni dichiarazione un visto di conformità (ossia una certificazione di correttezza dei dati). Scadenza prevista per il conguaglio, si tratti di accredito o addebito: luglio, per i lavoratori; agosto, per i pensionati.

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