Tria: "Niente manovra correttiva. Il calo del debito? Non è in discussione"

Il commissario Ue agli Affari Economici Pierre Moscovici con il ministro dell’Economia Giovanni Tria

Il commissario Ue agli Affari Economici Pierre Moscovici con il ministro dell’Economia Giovanni Tria

Un accenno anche al reddito di cittadinanza, con l'esponente del governo gialloverde che ribadisce ancora una volta che i soldi per la manovra da circa 50 miliardi ci sono: "Se il governo ha trovato 50 mld per misure di questo tipo, vuol dire che 50 mld già ci sono: basta utilizzarli per fare il reddito di cittadinanza". Riteniamo che non ci sarà nessun allargamento del bilancio e nessuna restrizione nel senso di una manovra correttiva. "Vedremo, questo dipende da molti fattori", aggiungendo che si vedrà a primavera.

"In un momento di rallentamento dell'economia non si possono fare aggiustamenti troppo forti che rischiano di essere prociclici": lo ha detto il ministro dell'economia Giovanni Tria rispondendo a chi gli chiedeva se l'Italia rispetterà l'aggiustamento previsto dalle regole.

Insomma, ha spiegato Tria, "riassumendo: il profilo di discesa del debito non sarà messo in discussione; discuteremo sui tempi e sul profilo (che non riguarda soltanto il 2019, si fa per trienni), dell'aggiustamento strutturale; ma il centro della manovra è ribaltare la tendenza che c'è stata fino ad oggi, quella cioè di aumentare la spesa corrente nell'ambito della spesa totale, a scapito della spesa per investimenti".

Le posizioni sono destinate a restare distanti, e la distanza ad ampliarsi ulteriormente a ottobre, quando la nuova legge di bilancio metterà in cantiere quantomeno alcune delle misure contenute dal contratto di Governo. "Si vedrà a consuntivo se abbiamo rispettato o no gli impegni con l'Ue", ha specificato il ministro dell'Economia.

L'obbiettivo ha assicurato Tria "è limitare la spesa corrente e aumentare gli investimenti".

L'Econfin, dunque, ha approvato le raccomandazioni specifiche per Paese pubblicate dalla Commissione Ue a maggio. L'Italia deve sostenere "uno sforzo strutturale di almeno lo 0,3% del Pil nel 2018, senza alcun margine aggiuntivo di deviazione sull'anno", un aggiustamento da 5 miliardi di euro quindi. E' probabile che dovremo rivedere i tempi, il timing, in relazione anche al rallentamento dell'economia europea.

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