Addio pensioni oltre i 4mila euro, pronto il taglio del Governo

Alessandro Bianchi  Reuters

Alessandro Bianchi Reuters

A dare il via allo scontro, tutto social, le anticipazioni del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, che ravviserebbe nel progetto di legge del governo sul taglio agli assegni da 4 mila euro in su "penalizzazioni o esenzioni inspiegabili".

Solo "bufale" e "falsità" per il ministro, che ieri ha replicato alla testata in un lungo post su Facebook rivendicando quello che "sarà un gran risultato per ristabilire l'equità sociale" perché in grado di "eliminare le sperequazioni e le ingiustizie". Rimandare l'attuazione della quota 41 alla Manovra successiva significherebbe infatti far passare un altro anno prima di poter garantire uno strumento di uscita a chi ha maturato oltre quattro decenni di versamenti sulle proprie spalle (e nonostante ciò non riesce a maturare il diritto di pensionamento a causa della rigidità dei requisiti di ingresso nell'Inps). In pratica, ciò che cambia sono gli effetti che scaturiscono a carico dei datori di lavoro pubblici, che nel caso in cui venga accertata la prescrizione dei contributi, saranno chiamati a versare l'importo della rendita vitalizia mentre il periodo alimenta il conto assicurativo e viene reso disponibile alle prestazioni.

Finalmente l'INPS ha fatto chiarezza sulla delicata vicenda dei contributi previdenziali ex INPDAP che alla data del 1° gennaio 2019 cadranno in prescrizione. Un'opzione che effettivamente consentirebbe a molti lavoratori di anticipare l'uscita dal lavoro di almeno tre anni rispetto alla pensione di vecchiaia, tenendo in considerazione come base di partenza la maturazione dei 64 anni di età.

Mettete il caso del signor Bianchi e del signor Rossi - spiega Di Maio: entrambi prendono 5.000 euro di pensione. Circa 200.000 privilegi eliminati. La proposta porta la firma dei capigruppo di M5s e Lega e prevede un ricalcolo per chi percepisce una pensione superiore a 4 mila euro con un risparmio che andrà a vantaggio delle pensioni minime. "Nessuna 'bufala' da Repubblica, nessuna 'falsità', come scrive Luigi Di Maio - scrive in una nota Repubblica -". Un taglio alle pensioni sopra i 4mila euro netti al mese, ovvero 80mila euro lordi l'anno, che sarà definitivo e si applicherà anche alle nuove pensioni già da gennaio 2019.

"Repubblica, inoltre, non ha mai affermato che la maggioranza delle persone colpite dal provvedimento saranno donne, ma semplicemente che le donne saranno in proporzione più colpite degli uomini".

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