Toscani difende i Benetton: "Italiani frustrati e incattiviti, gli serve lo psicanalista"

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Edizione, holding famiglia Benetton: 'In ultimi 10 anni, oltre 10 miliardi di investimenti per autostrade italiane'

Alle origini era l'Iri a guidare la società dopo averla fondata nel 1950 per avviare quella ricostruzione del nostro paese che era stato stravolto dalla Guerra.

Il 2017, come denunciato anche dal pentastellato Jacopo Berti, ad Autostrade è andato ancora meglio: ricavi per €3,9 Miliardi, di cui €3,5 miliardi da pedaggi (che aumentano del 5 per cento ogni anno); margine operativo lordo €2,4 Miliardi; margine operativo è stato €1,9 miliardi e utile 1 miliardo.

Oliviero Toscani, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha difeso a spada tratta i Benetton, estromettendoli dalla responsabilità per il crollo del Ponte Morandi a Genova.

Di Maio riferisce che "Toninelli ha avviato le procedure" per il ritiro della concessione ad Autostrade e che, in caso di inadempienze accertate, "è possibile far pagare multe fino a 150 milioni di euro". Secondo Toscani, prendersela con i Benetton è sbagliato perché "loro sono delle persone serissime" e lo ribadisce più volte: "Sì, sono sempre stati seri, hanno sempre fatto le cose al massimo. e lo dico io che ci ho lavorato insieme".

Gli ottimi incassi derivanti dai pedaggi non avrebbero portato quindi a un aumento degli investimenti sulle infrastrutture, che anzi sarebbero in flessione, con Autostrade per l'Italia che adesso è finita nel mirino del governo Conte pronto alla revoca della concessione. Dove del crollo del ponte e dei 38 morti si è parlato tanto, non soltanto per il rinvio di Milan-Genoa e Sampdoria-Fiorentina, ma anche per non sembrare totalmente staccati dalla realtà. C'è tuttavia qualcuno che di soldi dal siatema autostradale ne ha presi di sicuro.

Il vicepremier ha poi annunciato un monitoraggio a livello nazionale per verificare le condizioni delle infrastrutture e ha detto che si lavorerà perché Genova non subisca un grande danno economico a causa della mancanza di questo importante asse di collegamento, "altrimenti la città muore".

Fonti vicine alla società avevano già precisato che "sia Autostrade per l'Italia che la controllante Atlantia hanno sede in Italia, a Roma, dove pagano le tasse". "Stiamo valutando le criticità in corso, bisognerà liberare al più presto l'area, non si può rischiare che nel torrente ci siano macerie e poi s'innescano allagamenti". "Inoltre le strutture tecniche preposte si sono avvalse di società ed istituti leader al mondo in testing ed ispezioni sulla base delle migliori best practices internazionali". Ma il popolo italiano è "frustrato" e "infelice": "Da fotografo e da uomo immagine - aggiunge -posso dire proprio questo: siamo un popolo di infelici, incattiviti". Ma tante accuse vengono rivolte anche ai governi Prodi e D'Alema, ai quali viene fatta risalire la concessione, e Renzi, per la scelta dell'allora ministro Graziano Delrio di "allungare la concessione".

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