Con la flat tax brindano le partite Iva, ma non tutte

I vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio con il premier Giuseppe Conte

I vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio con il premier Giuseppe Conte

L'incontro, previsto nel pomeriggio, tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i due vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, vedrà quest'ultimo impegnato a frenare le velleità di spesa dei due per consegnare a Bruxelles un deficit che non vada oltre l'1,6%. Attorno al tavolo le parti in causa hanno discusso delle priorità e soprattutto dei provvedimenti considerati 'bandiere' dei movimenti, il reddito di cittadinanza [VIDEO] per i 5 Stelle e la flat tax per la Lega. Nel programma della Lega era prevista per loro una 'clausola di salvaguardia' che consentisse di optare per l'attuale regime fiscale se ritenuto più conveniente.Un altro 9% delle partite Iva (circa 340mila soggetti con reddito tra 20 e 26mila euro) non avrebbe vantaggi dalla riforma perché già paga un'aliquota molto vicina al 15% (il 15,2%).I veri beneficiari sarebbero le 885mila partite Iva (il 19,8% del totale) che hanno un reddito compreso tra i 26mila euro e la soglia degli 80mila euro indicata da Salvini. "Noi che siamo del Sud ce li ricordiamo i soldi dati alle persone per stare sul divano in cambio di voti, proprio per questo vogliamo fare una misura totalmente diversa per dare alle persone l'opportunità di reinserirsi nel mondo del lavoro". Una risposta diretta alle dichiarazioni sul tema fatta dal collega Salvini poco prima a Domenica Live: "Il reddito di cittadinanza è nel contratto e si farà, se ne stanno occupando gli amici dei 5 Stelle". La legge di Bilancio dovrebbe essere di circa 28-30 miliardi di euro equamente distribuiti tra le due forze di governo: 8-10 miliardi in capo alla Lega, altrettanti al M5S, il resto dovrebbe servire per evitare l'aumento dell'Iva dal prossimo anno. Di Maio, invece, ha puntato sull'introduzione da gennaio 2019 del reddito di cittadinanza cominciando dalle pensioni minime, portandole a 780 euro mensili.

A poche settimane dal varo della legge di bilancio, il primo banco di prova del governo Conte dalla nomina intervenuta a giugno, gli esponenti della maggioranza si apprestano a presentare ufficialmente le norme che confluiranno nella cosiddetta "finanziaria" da approvare entro la fine del 2018.

Brambilla, che sta lavorando alla riforma della legge Fornero, rifiuta in blocco la pensione di cittadinanza con cui i 5 Stelle vorrebbero accompagnare il reddito. Altrimenti non è escluso che il ministro Tria lasci l'incarico.

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