Papa Francesco in Sicilia, arrivato a Piazza Armerina

Papa Francesco in Sicilia per ricordare don Pino Puglisi

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Questo è l'unico populismo possibile, l'unico 'populismo cristiano': "sentire e servire il popolo, senza gridare, accusare e suscitare contese". "Se non fate questo, la vostra vita andrà persa e sarà la peggiore delle sconfitte".

"La parola odio va cancellata dalla vita cristiana; perciò non si può credere in Dio e sopraffare il fratello. Non si può credere in Dio ed essere mafiosi". Nella sala in totale le persone che stanno pranzando assieme al pontefice sono circa 160.

Il Santo Padre, dopo la lunga giornata palermitana iniziata con la messa al Foro Italico e conclusa con l'incontro con i giovani al Politeama, è ripartito dall'aeroporto Falcone Borsellino. "Convertitevi al vero Dio, Gesù Cristo!".

L'abbraccio della folla ha accolto Papa Francesco in Sicilia, dove il pontefice è volato per il 25esimo anniversario dell'assassinio di padre Pino Puglisi, coraggioso prete vittima della mafia beatificato nel 2013. Se la minaccia mafiosa è 'Tu me la pagherai', la preghiera cristiana è 'Signore, aiutami ad amare'. L'alternativa è chiara. "Cari fratelli e sorelle, oggi siamo chiamati a scegliere da che parte stare: vivere per sé o donare la vita". Quindi visita i luoghi di don Puglisi, la parrocchia di San Gaetano al quartiere Brancaccio, dove lui raccoglieva ragazzi che distoglieva dalle sirene mafiose, e la sua casa, in piazzale Anita Garibaldi, davanti alla quale fu freddato la sera del 15 settembre 1993 per volontà dei fratelli Filippo e Giuseppe Graviano: "Venticinque anni fa come oggi, quando morì nel giorno del suo compleanno, coronò la sua vittoria col sorriso, con quel sorriso che non fece dormire di notte il suo uccisore, il quale disse: "C'era una specie di luce in quel sorriso".

"Tre doni che riassumono Palermo, la sua storia e la sua cultura - ha detto Orlando - e che riassumono il senso di questa emozionante visita del Papa: il legame imprescindibile fra la cultura, le culture, la solidarietà e l'impegno alla liberazione, rappresentato dai due Santi Patroni, da ogni peste e da ogni schiavitù collettiva e individuale". Dio ci liberi dal vivere al ribasso, ci liberi da una vita piccola, che gira attorno ai piccioli (denaro in dialetto siciliano ndr). Fa credere che va tutto bene ma in realtà il cuore si anestetizza: egoismo è una anestesia molto potente. Ci liberi dal crederci giusti se non facciamo nulla per contrastare l'ingiustizia. "Secondo lui chi vive per sé non perde solo qualcosa, ma la vita intera; mentre chi si dona trova il senso della vita e vince".

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