Salvini e il ministro Grillo appoggiano la proposta Tiramani

Test d’ingresso a Medicina, ministro Grillo:

Test d'ingresso a Medicina, il ministro Grillo: "Non sono meritocratici, cambieremo la norma"

Matteo Salvini accoglie con entusiasmo l'idea del ministro della Salute, Giulia Grillo, che in un'intervista al Messaggero e al Mattino aveva definito la norma sull'accesso alla facoltà "non meritocratica". Rispondendo poi a una domanda sulla carenza di medici specialisti nei pronto soccorso, spiega che "per tamponare la situazione stiamo lavorando a una misura urgente che consenta a chi ha maturato un'adeguata esperienza nell'area dell'emergenza, anche con contratti precari ma senza specializzazione, e che lavora da tempo nei pronto soccorso di accedere ai concorsi che spesso registrano pochissime adesioni". Formazione pre o post laurea? "Si tratta di un primo passo - dice il titolare del dicastero di Lungotevere Ripa - per mettere in cantiere una più ampia riforma della formazione dei medici".

La modalità di selezione articolata sui test d'ingresso, ha affermato la ministra, "va rivista". "Ci sono pro e contro ma è meglio del sistema attuale". "Partiremo dal calcolo del fabbisogno per essere sicuri di non restare senza medici e magari importarli dall'estero". "Guardo all'Europa", aggiunge, "il sistema delle borse di studio che vige oggi in Italia è unico" in ambito europeo. "Così come non è giusto esportare medici e infermieri formati nei nostri Atenei". "Anche i nostri laureati spesso sono presi all'estero per seguire questo percorso che consente di avere medici perfettamente in grado di lavorare anche in prima linea sin dai primi anni successivi alla laurea".

L'argomento dell'abolizione del numero chiuso piace alle organizzazioni degli studenti, Udu e Link, che rilanciano tutti gli anni la proposta di cancellare il test. Sul sito Change.org c'è anche una petizione al ministro Bussetti che però langue sotto le 1.200 firme. Mentre sulla qualifica di pubblico ufficiale occorre un approfondimento per verificarne la praticabilità tecnica. Il diritto all'istruzione non può trasformarsi in un privilegio o, peggio, in una fonte di arricchimento per Università private che sul tema intendono gestire un potere come ad esempio quello di poter giudicare con 45 punti su 100 (come accade a una Università romana) una prova orale basata sul nome di battesimo del Premier o del Presidente della Repubblica. Infine la violenza in corsia e nei pronto soccorso, l'escalation di aggressioni sarà fronteggiata con il disegno di legge in parlamento che inasprisce le pene con specifiche aggravanti e con l'intervento di competenze anche di altri ministeri.

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