Turchia, Erdogan si prende il Fondo sovrano

Erdogan: inflazione è colpa Bce. E la Lira va a picco

Turchia, Banca Centrale alza i tassi e spinge la lira

La Merkez Bankasi oggi pomeriggio ha aumentato i tassi di interesse del 6,25%, facendoli passare dal 17.75% al 24%.

In un duro attacco alla banca, Erdogan ha detto che la Turchia "dovrebbe tagliare questi alti tassi" dato che l'inflazione "è il frutto di passi sbagliati della banca centrale".

Sulla scia della notizia, la lira turca ha rimbalzato, dopo ore di sofferenza dovute proprio alla preoccupazione degli investitori in merito all'imminente riunione della TCMB.

I due Paesi sono su posizioni opposte rispetto alla guerra in Siria, con Mosca che sostiene politicamente, e militarmente, il regime di Bashar al-Assad e Ankara che ritiene legittime le richieste dell'opposizione.

E in effetti il pil ha continuato a crescere, ma male. Il timore era che i banchieri centrali, data la sempre più forte stretta di Erdogan sulle istituzioni turche, sarebbero stati troppo intimiditi per decidere un aumento capace di arginare l'emorragia di capitali.

La decisione della banca centrale ha rassicurato i mercati. Appena ieri, Erdogan si è nominato a capo del maxi fondo sovrano da 200 miliardi di dollari istituito nel 2016, appuntando come vice suo genero, incidentalmente anche ministro delle Finanze, Berat Albayrak. Sì perchè, almeno fino alla rivincita arrivata con l'annuncio di un rialzo dei tassi monstre, il presidente turco aveva accusato proprio la banca centrale di essere responsabile della crisi valutaria ed economica del paese. Mantiene l'inflazione nei livelli di norma e rende la crescita nazionale forse meno effervescente ma certo più affidabile sulla lunga durata.

Lo sa bene Donald Trump, che negli ultimi mesi ha messo non poco in difficoltà la Mezzaluna, contribuendo allo choc della valuta nazionale. Dove l'alleanza con Putin e i 15 miliardi di dollari del Qatar possono aiutarlo fino a un certo punto.

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