Android: app di Google a pagamento per i produttori in Europa

Google cede su Android: nessuna restrizione per i produttori

Google cambia Android: una tassa per installare la propria suite di applicazioni

Dopo la multa di 4,34 miliardi di euro ricevuta lo scorso luglio dalla Commissione europea per per abuso di posizione dominante con il sistema operativo Android, ora Google fa sapere di voler aggiustare il tiro, e lo fa con una soluzione su più livelli.

L'Unione Europea l'ha spuntata sul colosso di Mountain View e così dal 29 ottobre gli smartphone e i tablet Android venduti nel Vecchio Continente potrebbero non avere Chrome e Google Search preinstallati, e nemmeno le altre app dell'ecosistema Google.

Prima della multa, Google permetteva ai produttori di sfruttare Android in maniera del tutto gratuita a patto che questi preinstallassero tutte le sue applicazioni (il kit intero è composto da 11 app), impostando Chrome e Google Search come browser predefiniti per le ricerche web. Gli store alternativi, lanciati da alcuni produttori, non sono comparabili con quello che è considerato lo store "ufficiale" del mondo Android. Dal 2011 Google ha obbligato i produttori che vogliono Android e il Play Store a pre-installare Google Search (il motore di ricerca) e il browser Chrome di default, a non vendere smartphone Android con varianti del sistema operativo (fork) e a esclusive sui prodotti.

Gli utenti sono comunque abituati ad avere sui loro cellulari lo store Google Play e le applicazioni come Gmail e Google Maps, quindi difficilmente i grandi produttori come Samsung cambieranno le dotazioni dei loro telefoni, semplicemente spenderanno qualche soldo in più per pagare le licenze finora gratuite.

La (possibile) buona notizia per gli acquirentiThe Verge spiega nel dettaglio che il costo sarebbe variabile a seconda del "livello" del dispositivo: dai 10 dollari per ognuno di quelli di fascia bassa, sino ai 40 per i cosiddetti "top di gamma; il tariffario dovrebbe essere in vigore per gli smarphone attivati dall'1 febbraio 2019, ma per noi clienti potrebbe esserci una via d'uscita, ovviamente conveniente pure per Google".

Ancora non è chiaro se questa mossa di Google sarà sufficiente per soddisfare l'adeguamento alle norme europee richiesto dalla Commissione europea.

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