Bankitalia: spread pesa su famiglie e risparmio

Bankitalia ha criticato la Manovra nelle audizioni sul Def

Bankitalia: spread pesa su famiglie. Su pensioni non si torni indietro

Il debito pubblico italiano "è detenuto per circa due terzi da istituzioni e soggetti italiani ma ciò non lo isola dalla logica del mercato che cerca il rendimento e fugge l'incertezza. Le oscillazioni del suo valore esercitano i propri effetti anche sui soggetti italiani, famiglie, imprese e istituzioni finanziarie che lo detengono".

Una riforma da non toccare avverte Signorini, sarebbe devastante tornare indietro.

"Se Bankitalia vuole un governo che non tocca la Fornero, la prossima volta si presenti alle elezioni con questo programma", ha twittato Di Maio, riferendosi soprattutto ad un passaggio dove Signorini sottolineava la necessità di non intervenire sulle riforme pensionistiche introdotte negli ultimi vent'anni, che a detta del rappresentante di palazzo Koch "hanno significativamente migliorato sia la sostenibilità sia l'equità intergenerazionale del sistema pensionistico italiano". Sarà debole, dunque, anche la spinta alla crescita che, secondo il governo, dovrebbe arrivare dagli investimenti. Impatto che "potrebbe essere ancora inferiore o nullo se il mancato aumento dell'Iva fosse già stato incorporato nelle aspettative delle famiglie", sottolinea Signorini. Se si ripetesse meccanicamente lo stesso esercizio utilizzando i tassi di oggi e ipotizzando una ripresa del consolidamento posticipata al 2022, come annunciato nella Nota, si vedrebbe che il tempo necessario per raggiungere lo stesso livello si allungherebbe, teoricamente, di altri sette od otto anni. "E' fondamentale non tornare indietro su questi due fronti". "Tutti zitti, d'altronde le banche d'affari erano soddisfatte, dettavano i decreti al governo, facevano pressione affinché la Boldrini zittisse i deputati del Movimento 5 Stelle che stavano combattendo come leoni contro il decreto Bankitalia - un ignobile regalo di denari pubblici alle banche private - contavano i soldi che Gentiloni riusciva a trovare per loro in un consiglio dei ministri durato 28 minuti!".

TRIA: "ABBASSARE I TONI CON L'UE" - In audizione alle Camere questa mattina il ministro dell'Economia Giovanni Tria aveva difeso la nota di aggiornamento al Def e le misure in essa contenute (tra cui il reddito di cittadinanza), invitando ad "abbassare i toni" nel dialogo con l'Unione europea.

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