E' l'alcol la sostanza che uccide più di fumo e droga

E' l'alcol la sostanza che uccide più di fumo e droga

Alcol, primo bicchiere tra 11 e 14 anni: il drink rito di passaggio sociale

Il fenomeno è stato osservato attraverso tre diversi sondaggi, ciascuno dei quali contribuisce a disegnare un quadro completo e dettagliato di come sono cambiate e stanno cambiando le abitudini nel nostro Paese, di quanto si sia diffuso e radicato il consumo di alcol tra i giovani, di come si è modificata l'immagine del consumatore di alcol. L'alcol rappresenta il primo fattore di rischio per la salute in Europa, insieme al fumo e all'ipertensione. Se poi si guarda a chi beve occasionalmente, tra i 15-19enni la percentuale sale al 65%, mentre solo due su dieci sono astemi. Un terzo degli intervistati ha giocato con gli amici a chi beveva di più e sempre la stessa percentuale ha visto un amico o un conoscente riprendersi o farsi riprendere in video mentre beveva.

La bevanda alcolica preferita risulta essere la birra, seguita dal vino, dagli shottini e infine dai superalcolici. Il consumo è sempre più fuori casa, indipendente dal pasto e legato a momenti di divertimento e allo "sballo". Inoltre, il tradizionale divario tra i due sessi risulta oggi assai più contenuto rispetto al passato. Quasi la metà del campione ammette di bere eccessivamente "ogni tanto" (47,7%), l'11,1% lo fa "spesso", solo lo 0,7% "tutti i giorni". Sette ragazzi su dieci rispondono che queste bevande "piacciono" (71,1%), oltre un quinto sottolinea che "aiutano a divertirsi" (21,6%), il 4% confessa che servono a "dimenticare i problemi", il 3,2% se la cava con un "lo fanno tutti".

Il tema dell'alcolismo viene percepito dai cittadini italiani maggiorenni come problema sociale in modo meno netto rispetto a trent'anni fa. Alla metà degli intervistati capita di eccedere con l'alcol, anche se solo 'qualche volta'. Il 28% degli intervistati infatti dichiara di farlo per piacere, il 25% per stare meglio con gli altri, il 23,7% per rilassarsi. Negli ultimi nove anni solo in Italia sono 435.000 le persone che hanno perso la vita per situazioni correlate all'alcol. Secondo l'Osservatorio Nazionale Alcol-Cneps dell'Istituto Superiore di Sanità i consumatori "dannosi", che presentano problemi di salute conseguenti al consumo di alcol, sarebbero circa 700mila. Un approccio culturale a cui contribuirebbero in modo determinante i media con i messaggi che veicolano.

Così come la tendenza legata al primo contatto, sempre più precoce, dei giovani verso l'alcol. 9 medici su 10, indicano l'alcol come la sostanza che miete più vittime in termini di dipendenza, rispetto a fumo, droghe sintetiche e cocaina.

Uno dei punti più dolenti è la relazione tra consumo di alcol e guida. In Italia, l'uso di sostanze alcoliche è tra le prime cause di morte tra i giovanissimi, spesso in seguito a incidenti stradali. Il 30% dei giovanissimi (11-14 anni) ha viaggiato con chi ha bevuto.

Più di otto italiani su dieci ritengono che lo Stato abbia fatto poco per contrastare il fenomeno dell'alcolismo (84,1%); tuttavia, una maggioranza non schiacciante (60%) si dice favorevole ad una regolamentazione del consumo, a fronte di numerose voci contrarie.

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