Fmi taglia le stime del pil dell’Italia: "Preservare la riforma Fornero"

Fmi taglia le stime del pil italiano:

Fmi taglia le stime del pil dell’Italia: «Preservare la riforma Fornero»

Italia fanalino di coda nell'area euro con una stima della crescita del pil fissata all'1,2% nel 2018 e dell'1% nel 2019, che rappresentano i tassi più bassi nell'Ue, nonostante la revisione al ribasso delle stime per Germania e Francia. Lo prevede il Fmi lasciando invariate le stime di crescita rispetto all'aggiornamento del World Economic Outlook di luglio.

Per l'istituto diretto da Christine Lagarde "le recenti difficoltà nel formare un governo in Italia e la possibilità di un rovesciamento delle riforme o l'attuazione di politiche che potrebbero danneggiare la sostenibilità del debito hanno innescato un aumento dello spread", evidendiando come l'incertezza politica "potrebbe scoraggiare gli investimenti privati e indebolire l'attività economica in diversi paesi, aumentando la possibilità di riforme più lente o significativi cambi negli obiettivi". La revisione al ribasso rispetto ad aprile - sostiene il Fondo monetario - è legata al "deterioramento della domanda esterna e interna e all'incertezza sull'agenda del nuovo governo".

Lo spread genera previsioni al ribasso e l'Fmi lancia un avviso: "È imperativo per l'Italia che le politiche fiscali preservino la fiducia del mercati". E comunque, si precisa, queste stime non si basano sulle indicazioni fornite dal governo Conte con la Nadef bensì si basano "sui progetti inclusi nel bilancio 2018 e nel Def di aprile 2018".

Buone notizie, invece, sul fronte del lavoro dove Il tasso di disoccupazione in Italia è previsto in calo dall'11,3% del 2017 al 10,8% di quest'anno, mentre per il 2019 la stima è del 10,5%. La traiettoria discendente, che dovrebbe portare il debito al 125,1% del Pil italiano nel 2023, è contenuta nelle statistiche allegate al World Economic Outlook che fissano inoltre una riduzione del deficit dal 2,3% del 2017 all'1,7% quest'anno ed il prossimo, per poi risalire al 2,2% nel 2023.

Il Fondo monetario internazionale, guidato da Christine Lagarde, crede che in Italia, "le riforme passate sulle pensioni e sul mercato del lavoro dovrebbero essere preservate e misure ulteriori dovrebbero essere perseguite come ad esempio la decentralizzazione delle contrattazioni salariali a livello aziendale per allineare gli stipendi alla produttivita'". "È importante che il governo operi nel contesto delle regole europee". Ma, ricorda il Fondo, se "la ripresa ha contribuito a migliorare occupazione e redditi, rafforzando i bilanci e offrendo l'opportunità di ricostruire" buffer di bilancio, nel momento in cui i rischi "si orientano al ribasso, cresce l'urgenza di politiche per una crescita solida e inclusiva".

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