Giornalista d'inchiesta violentata e uccisa

Bulgaria giornalista televisiva stuprata e uccisa in un parco

Viktoria Marinova in una immagine dell'emittente

Un cittadino romeno con un passaporto della Moldova è stato arrestato nell'ambito delle indagini sull'omicidio della giornalista bulgara Viktoria Marinova.

Un orribile omicidio si è consumato in Bulgaria dove Victoria Marinova, giornalista 30enne di Tvn, è stata stuprata e uccisa al confine con la Romania. La notizia dell'assassinio della giornalista trentenne, avvenuto ieri, è stata diffusa oggi dai media bulgari provocando reazioni di sdegno e condanna da parte delle autorità a Sofia e nelle istituzioni europee.

Secondo il ministro dell'interno bulgaro Mladen Marinov il delitto e stupro non sarebbero da collegare all'attività professionale della giornalista, che era direttore amministrativo del canale televisivo privato Tvn di Russe: ma in pochi ci credono per davvero, con il caso che rischia seriamente di "raggiungere" il clamore per le tragiche morti di Galizia e Kuciac, anche loro mentre stavano indagando sui rapporti poco chiari tra i proprio Paesi (Malta e Slovacchia) e l'Unione Europea. E il pensiero va a tutte le reporter uccise, dieci nel 2017, il doppio rispetto all'anno precedente, che hanno pagato con la vita il coraggio di raccontare: molte erano giornaliste investigative esperte, che nonostante le minacce avevano continuato a indagare e a denunciare la corruzione che coinvolgeva politici e gruppi criminali.

Il ministro ha detto che le indagini si starebbero orientando per ora sul gesto di un maniaco sessuale o di un ospite di un vicino centro psichiatrico. Secondo alcuni osservatori, che sottolineano come non ci siano evidenze di legami con il suo lavoro, l'assassinio potrebbe essere legato a ragioni di gelosia.

Victoria Marinova aveva recentemente lanciato gravi accuse contro i dirigenti del grosso gruppo industriale che, insieme ai colleghi Dimitar Stoyanov e Attila Biru tacciava di aver illecitamente utilizzato fondi comunitari e governativi.

La donna è stata picchiata e stuprata prima di essere uccisa. L'International Press Institute ha inviato una lettera al premier bulgaro, Boyko Borissov, di "garantire la sicurezza fisica dei giornalisti che lavorano in Bulgaria": per il giornalista della Bild Julian Ropcke, che ha twittato un appello per la libertà di stampa in Ue, "sono scioccato per quanto successo nel brutale omicidio di un'altra giornalista europea".

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