Hamilton "Uno show, ma non canto ancora vittoria"

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Colpa, soprattutto, di una qualifica da dimenticare, che ha portato il tedesco a scattare dall'ottava posizione, e dal contatto con Max Verstappen, arrivato nelle prime fasi di gara: la Ferrari del quattro volte campione del mondo ha provato ad infilarsi all'interno dell'olandese, ma quest'ultimo non ha spalancato la porta rimanendo sulla sua traiettoria. Le prove libere hanno confermato la supremazia assoluta di Lewis Hamilton che ha strapazzato i rivali, facendo un tempo stellare (1:28.217) e rifilando distacchi enormi: mezzo secondo al compagno di squadra Valtteri Bottas, 8 decimi a Sebastian Vettel.

La Ferrari, dal canto suo, sa di avere una sola freccia al proprio arco, dato che Kimi Raikkonen appare leggermente sottotono da quando è stato annunciato il suo addio.

La maggior parte dei piloti ha effettuato un solo pit stop, aiutati anche dal periodo di safety car nei primi giri, in una gara iniziata con alcune incognite: tra queste le temperature decisamente più elevate rispetto ai giorni scorsi, su uno tracciato già molto impegnativo per i pneumatici. Certo se la Mercedes è veloce come oggi, sarà difficile per la pole. "Ma ripeto, ora pensiamo a lavorare per domani". "Non ricordo quando ho gareggiato qui le prime volte, ma di certo i tempi vincenti di Schumacher sono tra i miei primi ricordi - ha sottolineato il tedesco della Ferrari -. E' stato davvero divertente", ha aggiunto. È una proprietà intellettuale della Ferrari.

Magari si poteva puntare a qualcosa di più? "Questo non ci ha fatto perdere in performance". "Sono stato in grado di sfruttare bene la deportanza con le gomme soft e anche se sapevo che avremmo pagato il carico alare nei rettilinei, in realtà riuscivo a stare abbastanza vicino in uscita di curva così da poter tenere la scia di chi mi precedeva". "Perché quello sarebbe grave". Davanti invece, passerella solitaria per Hamilton, alla quinta vittoria in carriera in Giappone, al quarto successo consecutivo in questa stagione, il sesto nelle ultime 7 gare: numeri di un dominio che allarga il divario a 67 punti di vantaggio su Vettel. Vettel non ha voluto neanche soffermarsi sulla possibilità di pioggia sulla gara di domenica. Mercedes? Gare simili sono quelle dove può imporre un ritmo lento senza necessità di spingere.

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