Khashoggi fatto a pezzi. E' come Pulp Fiction

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					Jamal Khashoggi è scomparso martedì 2 ottobre

REUTERS Jamal Khashoggi è scomparso martedì 2 ottobre

Un funzionario ha descritto "un'operazione rapida e complessa in cui Khashoggi è stato ucciso nel giro di due ore dal suo arrivo al consolato da una squadra di agenti sauditi, che ha smembrato il suo corpo con un sega-ossa che hanno portato allo scopo". Ex consigliere del governo saudita, Khashoggi aveva una posizione apertamente critica rispetto al principe Mohammed bin Salman, accusandolo di aver introdotto una nuova era di "paura, intimidazione, arresti". I resti del corpo sarebbero stato portati via occultati in un minivan nero.

La Turchia ha raccolto l'invito del principe ereditario saudita, Mohammad bin Salman, e ha presentato all'ambasciata della monarchia del Golfo la richiesta per effettuare una perquisizione all'interno del consolato dove il giornalista critico nei confronti degli al-Saud, Jamal Khashoggi, è entrato martedì 2 ottobre per poi sparire. Le autorità di Riad avrebbero motivato la decisione spiegando che era previsto un "importante incontro diplomatico".

Nella stessa giornata, il quotidiano Sabah, molto vicino al governo turco, ha pubblicato alcune immagini prese dalle telecamere di sorveglianza del controllo passaporti all'aeroporto Ataturk di 15 agenti dei servizi sauditi arrivati a Istanbul lo stesso giorno della scomparsa del giornalista e sospettati dell'omicidio di Khashoggi. Invece si vedono tutti gli spostamenti sospetti con tanto di van neri parcheggiati fuori dal consolato gli 007 presumibilmente sauditi, poi ricomparsi poche ore dopo all'aeroporto per far ritorno a Riad. Riad definisce questa ricostruzione però "senza fondamento", rimandando al mittente (di fatto, Erdogan) le accuse sul rapimento del noto giornalista saudita.

Nuovi dettagli "alla Pulp Fiction" emergono dalle indagini sulla scomparsa del giornalista e saudita dissidente Jamal Khashoggi, sparito il 2 ottobre nel consolato di Istanbul.

Ma per il Washington Post, giornale con il quale collaborava il giornalista che ormai viveva in America, anche l'intelligence americana era a conoscenza del pericolo: avendo intercettato alcune comunicazioni tra agenti sauditi che discutevano un piano per sequestrare il cronista. Gli uomini sono stati identificati e sono sotto inchiesta. Non è chiaro se intendessero arrestarlo o ucciderlo, nè se le autorità statunitensi abbiano o meno avvertito il reporter del pericolo.

L'APPELLO DELLA FIDANZATA - Sulle pagine del 'Washington Post', la fidanzata di Khashoggi, Hatice Cengiz, ha rivolto un appello al presidente degli Stati Uniti Donald Trump affinché intervenga per far luce sulla vicenda. Ovviamente l'Arabia Saudita respinge ogni accusa ma i rapporti tra Istanbul, Whashington e Riad rischiano di inclinarsi per una storia tanto clamorosa quanto "misteriosa" specie per le possibili nefaste conseguenze diplomatiche di un caso del genere, oltre alla drammatica perdita di una vita umana.

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