Manovra, Salvini: "Indietro non si torna, non togliamo nemmeno un centesimo"

Manovra, Salvini:

Manovra, Salvini: "Indietro non si torna, non togliamo nemmeno un centesimo"

Luigi Di Maio e Matteo Salvini starebbero provando a fare arretrare Bruxelles. "Lo spread a 400?" Di certo, il Fmi ha oggi "confermato" quei tagli di qualche mese fa, dicendosi essa preoccupato sullo stato delle riforme e su quelle che invece non dovrebbero essere toccate secondo i mercati, ovvero la Legge Fornero. "Giustizia è fatta. Indietro non si torna".

Sulle valutazioni espresse ieri sul Def è intervenuto anche il ministro per i rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro: "Queste istituzioni hanno diritto di esprimere valutazioni, mi sembrano però valutazioni ragionieristiche" commenta, puntando il dito contro Bankitalia: "Ricordo le banche fallite e la non vigilanza".

In una temperie storica in cui, ovunque in Occidente, per le sorti della democrazia liberale non butta propriamente bene e in cui l'establishment è dappertutto sotto attacco, perché identificato come rappresentante di una rete di potere globale sinistramente invisibile, il "sovranismo" italiano, prima che nazionalista e antiliberale, è moralista e antipolitico. Per dire: "Ci vogliono in ginocchio, ma la manovra non cambia".

Al centro dell'attenzione del Governo c'è "il lavoro, che è un'emergenza in Italia, perché se la gente non lavora il paese non cresce, se più gente lavora, paga più tasse, consuma di più e il debito pubblico tornerà a crescere dopo una salita di anni". Un punto sul quale, a ogni modo, per il vicepremier Matteo Salvini non esistono margini di trattativa: "Sulla riforma della Fornero niente e nessuno ci potrà fermare". Il conservatore Die Welt sostiene che approvando una manovra economica, che sposta il rapporto deficit/Pil al 2,4%, ha avviato una "gara finale" con l'Unione europea. "Qui si tratta di finanza". La crescita italiana è ritenuta la più bassa di tutti i paesi nella zona euro, nonostante le stime di Germania e Francia siano state riviste al ribasso. Ma rischia di non bastare: questo è il vero dossier sul tavolo del vertice notturno a Palazzo Chigi.

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