Manovra, Salvini: "Indietro non si torna, non togliamo nemmeno un centesimo"

Italys Labor and Industry Minister and deputy PM Luigi Di Maio waves as he arrives with Italys Interior Minister and deputy PM Matteo Salvini for the swearing in ceremony of the new government at Quirinale Palace in Rome

Pil Italia 2019, Fmi e Bankitalia ‘contro’ il Governo/ “Fornero e Jobs Act rimangano”: caos su stime crescita

Luigi Di Maio e Matteo Salvini starebbero provando a fare arretrare Bruxelles. "Lo spread a 400?" Di certo, il Fmi ha oggi "confermato" quei tagli di qualche mese fa, dicendosi essa preoccupato sullo stato delle riforme e su quelle che invece non dovrebbero essere toccate secondo i mercati, ovvero la Legge Fornero. "Giustizia è fatta. Indietro non si torna".

Sulle valutazioni espresse ieri sul Def è intervenuto anche il ministro per i rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro: "Queste istituzioni hanno diritto di esprimere valutazioni, mi sembrano però valutazioni ragionieristiche" commenta, puntando il dito contro Bankitalia: "Ricordo le banche fallite e la non vigilanza".

In una temperie storica in cui, ovunque in Occidente, per le sorti della democrazia liberale non butta propriamente bene e in cui l'establishment è dappertutto sotto attacco, perché identificato come rappresentante di una rete di potere globale sinistramente invisibile, il "sovranismo" italiano, prima che nazionalista e antiliberale, è moralista e antipolitico. Per dire: "Ci vogliono in ginocchio, ma la manovra non cambia".

Al centro dell'attenzione del Governo c'è "il lavoro, che è un'emergenza in Italia, perché se la gente non lavora il paese non cresce, se più gente lavora, paga più tasse, consuma di più e il debito pubblico tornerà a crescere dopo una salita di anni". Un punto sul quale, a ogni modo, per il vicepremier Matteo Salvini non esistono margini di trattativa: "Sulla riforma della Fornero niente e nessuno ci potrà fermare". Il conservatore Die Welt sostiene che approvando una manovra economica, che sposta il rapporto deficit/Pil al 2,4%, ha avviato una "gara finale" con l'Unione europea. "Qui si tratta di finanza". La crescita italiana è ritenuta la più bassa di tutti i paesi nella zona euro, nonostante le stime di Germania e Francia siano state riviste al ribasso. Ma rischia di non bastare: questo è il vero dossier sul tavolo del vertice notturno a Palazzo Chigi.

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