Recuperati corpi alpinisti in Nepal

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Come riportato da Il Messaggero, tuttora persistono le condizioni meteo proibitive che nelle scorse ore hanno impedito il recupero dei corpi dei componenti della spedizione Koreanway Gurja Himal Expedition 2018.

Tutti i nove erano alpinisti esperti, tuttavia la valanga non ha lasciato scampo.

Almeno 9 alpinisti, 5 sudcoreani e 4 nepalesi, sono morti a causa di una violenta tempesta di neve che ha investito il loro campo base sulle pendici del monte Gurja, nel Nepal occidentale.

Kim Chang-ho, leader della spedizione, è stato il primo scalatore sudcoreano a raggiungere la vetta di tutti i 14 ottomila del pianeta, senza l'ausilio di bombole di ossigeno. Il corpo del nono disperso, dato ormai per morto, non è stato ancora localizzato. La frana, causata da una pesante tempesta di neve, ha sepolto il campo base a 3.500 m quando gli alpinisti erano in attesa di un bel tempo per dirigersi verso l'alto campo il 10 ottobre. Nessuna speranza, però, di ritrovare in vita il nono componente della spedizione, che risultava inizialmente dispersa.

La tragedia è stata scatenata molto probabilmente dal maltempo che alle alte quote è imprevedibile e può scatenarsi molto violentemente; in molti casi non lascia scampo se sorprende gli alpinisti nel pieno di una salita.

"Riteniamo che l'incidente sia stato causato da una tempesta di neve perché gli alberi e tende sono distrutti, anche i cadaveri sono sparpagliati", ha detto il portavoce della polizia Sailesh Thapa all'AFP.

Nella tragedia sono morte anche quattro guide nepalesi.

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