Terremoto a Wall Street: tutta colpa della Fed! - Mercati

Borse tonfo di Wall Street. Trump attacca la Fed

In caduta

A pesare su Wall Street, tre fattori in particolare: il rialzo dei tassi sui Treasury, l'impatto dei dazi sulle trimestrali e, infine, l'ondata di vendite sui tecnologici ipervalutati.

Non manca, in questa occasione, il commento di un infuriato Donald Trump che, prima di un intervento in Pennsylvania, dichiara che è tutta colpa della Fed che ha alzato i tassi di interesse come se fossero impazziti: "In realtà - chiarisce il presidente degli Stati Uniti - è una correzione che attendevamo da tempo, questo è vero, ma non sono d'accordo con quanto sta facendo la Federal Reserve".

La Borsa di Tokyo chiude in calo quasi del 4% e piu' in generale il contraccolpo ha investito tutti i mercati asiatici, dopo lo scivolone di ieri a Wall Street, a cui e' seguito un nuovo duro attacco del presidente Donald Trump alla Fed, accusata di "essere impazzita" per la decisione di rialzare i tassi di interesse. Lo stesso vale per la borsa statunitense: Wall Street ha perso più del 3 per cento, il peggior calo negli ultimi otto mesi; anche in Europa le borsa sono andate male. Sul fronte dei cambi lo yen torna a rivalutarsi sul dollaro a 112, e sull'euro a 129,50.

Arrivato a cedere 699 punti, il Dow Jones Industrial Average ne ha lasciati sul terreno circa 545, il 2,13%, avvicinandosi pericolosamente ai 25.000 punti; soltanto ieri aveva rotto al ribasso quota 26mila lasciando sul terreno 831 punti. Fra i singoli titoli Amazon perde il 6,15%, Apple e Google il 4,63%.

Ora siamo già al pelo, anzi, col calo odierno la settimana di ribassi è già stata superata ed è un evento che da qualche anno non si verificava.

Il crollo di Wall Street impoverisce i 500 paperoni mondiali, che vedono andare in fumo 99 miliardi di dollari. Gli analisti segnalano come l'utilizzo della parola "correzione" da parte di Trump possa preludere ad ulteriori pesanti cali sui principali listini Usa perche' tecnicamente indica perdite di almeno il 10% rispetto ai massimi delle ultime 52 settimane. In caduta libera anche i titoli tecnologici.

Poi aggiunge: "non licenzierò" il presidente della Fed Jerome Powell, sono "deluso". "E' quello che facciamo e continueremo a fare", ha assicurato Powell escludendo influenze da parte della politica.

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