Test Medicina non abolito, ma cambia nel 2019 ⋆ Scuola & Concorsi

Rivoluzione Maturità 2019, Bussetti: “La tesina non ci sarà”

Maturità 2019, l'esame orale sarà senza tesina

Nuovi posti, almeno 11mila.

La speranza, conclude Bussetti, è quella di far approvare in Parlamento uno stanziamento di 100 milioni di euro da indirizzare al Fondo di finanziamento ordinario delle Università (sono 7 miliardi all'anno in totale) più altri 50 milioni per nuove borse per gli specializzandi in Medicina.

La maturità del giovane candidato sarà valutata dal percorso svolto negli anni, verrà "premiato il loro lavoro, la loro esperienza a scuola".

Le dichiarazioni del responsabile del dicastero dell'Istruzione a margine della presentazione della ricerca dell'Osservatorio Cross predisposto dall'Università degli studi di Milano sulla storia dell'educazione alla legalità nella scuola italiana (a palazzo Pirelli). Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti nel corso dell'intervista rilasciata a Studenti.it martedì 23 ottobre presso la sede del Miur, durante la quale si è parlato dell'esame di Stato - riforma ancora in itinere - ma anche di orientamento, scuola e università.

Ma nessun fondo aggiuntivo.

"Così come gestiamo proficuamente un sistema d'Istruzione e Formazione Professionale - afferma Rizzoli - siamo certi che la gestione in sussidiarietà verticale del sistema d'Istruzione possa solo innalzarne gli standard qualitativi, e con maggiore efficacia economica". "Perché il settore della scuola ha già perso troppe occasioni e chi vi lavora non tollera più di essere preso in giro". "Per quanto riguarda il primo aspetto - sottolinea Rizzoli - potremmo garantire sistemi di reclutamento degli insegnanti e dei dirigenti scolastici capaci di evitare buchi o ritardi nella determinazione degli organici, con tutto vantaggio della continuità didattica".

È ancora in via di discussione, invece, la proposta, presentata da Veneto e Lombardia, per "regionalizzare" professori e presidi, che diventerebbero dipendenti della regione e non più dello Stato. Non ci saranno più gli idonei: chi passa il concorso, sarà abilitato per il biennio di durata del bando. Ci dovrebbe comunque essere una lunga fase transitoria in cui gli insegnanti potrebbero passare alla Regione su base volontaria.

E alle criticità sollevate dai sindacati - che un modello regionale porterebbe alla formazione di due sistemi scolastici, uno ricco al Nord e uno lento, e povero, al Sud - il ministro risponde: "I livelli delle prestazioni di servizio devono essere garantiti ovunque allo stesso modo". Bisogna guardare avanti quando si fanno delle scelte ma prenderemo decisioni condivise.

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