Vettel: "Parlerò con Verstappen in privato. Futuro? Non lascerò la Ferrari"

F1, Gp Giappone: Lewis Hamilton vince, Sebastian Vettel solo sesto

Formula 1, in Giappone domina Hamilton: è a un passo dal titolo. Sesto Vettel

Il pilota di Mercedes, già campione in carica, grazie anche al prezioso aiuto del compagno di squadra Bottas, e alle vincenti strategie della scuderia dalle frecce d'argento, ha oramai annientato le residue velleità della Ferrari e di Sebastian Vettel in particolare, ponendo un'ipoteca che pesa come un macigno sul trofeo iridato. Se da una parte c'è il dominio di Hamilton (quasi 4 titoli negli ultimi 5 anni), dall'altra parte c'è quello del funambolo della Honda che sta per conquistare il suo quinto titolo negli ultimi sei anni dopo le vittorie nel 2013, 2014, 2016, 2017. Vorremmo vederlo sempre così, ma anche scattare qualche fila più avanti senza problemi di affidabilità. Max può continuare la sua gara mentre Seb si gira ed è costretto a ripartire dal fondo. Kimi prova a sfruttare l'errore di Verstappen, lungo nell'ultima curva, ma al rientro della Red Bull in pista il ferrarista decide di puntare l'olandese all'interno senza cercare l'incrocio di traiettorie. All'ottavo giro, Sebastian Vettel non fa calcoli e fiuta la possibilità di sopravanzare subito Verstappen. La quinta corona non potrà sfuggire all'inglese che, da Monza in poi, ha cambiato ritmo guadagnando 50 punti sul diretto rivale, la festa è ad un passo.

Hamilton quinto e Vettel peggio di 8°. E' stato tutto fantastico, sono felicissimo - le sue parole a bordo pista appena sceso dalla macchina - Vincere qui, su quella che considero la pista più bella del mondo, è davvero bellissimo, dice il britannico che però resta cauto quando gli si dice che ad Austin, il prossimo 21 ottobre, potrebbe chiudere il discorso iridato: Un passo alla volta, non vogliamo cantare vittoria troppo presto, anche se non vedo l'ora di correre ad Austin. oggi c'è stato un bel gap tra me e Vettel ma non è finita, spero di fare bene ad Austin, ha concluso l'iridato. Sainz, a differenza del compagno di squadra, accede alla Q2 e in gara trova un arrivo a punti che per la casa della Losanna è preziosissimo vista la rimonta della Haas in classifica. Gara in affanno per la Ferrari chiamata a rispondere in una situazione critica dopo la deludente qualifica. Di nuovo. Altro che debole mentalmente.

Migliora la posizione di partenza e con questa McLaren, a meno che non ti chiami Fernando Alonso, più di questo non si può chiedere. E' istinto di sopravvivenza che va alla cieca, è impulso vitale, è la disperazione del tutto per tutto, ma bastava contare fino a dieci per rendersi conto che era meglio un podio decoroso che un all-in inutile, vano, tardivo. La manovra viene investigata, ma senza conseguenze. Un vero peccato perchè si sarebbe potuto e dovuto fare di più ma questa ennesima sconfitta deve forse far riflettere sull'intero organigramma ferrarista visto che certe problematiche sono ricorrenti.

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