Armani lascia Anas. Toninelli: "Il vento sta cambiando"

Anas si dimette l'ad Gianni Armani

Anas, addio alla fusione con Fs: si dimette l’amministratore delegato Armani

Il cda di Anas era stato rinnovato per tre anni nello scorso gennaio dopo il passaggio della società della strade alle Ferrovie. "E farà cambiare idea anche a Fitch", l'agenzia di rating di recente ha messo in guardia sugli effetti negativi per Fs che potrebbero derivare dalla fusione con Alitalia senza la partecipazione di Anas, ha detto ancora Toninelli. Ma la contrarietà, o meglio il "mutato orientamento" dell'esecutivo Conte, ha portato Armani a rassegnare le sue dimissioni.

Dopo le dimissioni comunicate ieri sera dell'amministratore delegato di Anas, Gianni Vittorio Armani, anche la consigliera Cristiana Alicata lascia il cda del gruppo. "L'amministratore delegato di Anas Gianni Vittorio Armani ha comunicato al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli ed al Gruppo FS Italiane le proprie dimissioni, in considerazione del mutato orientamento del Governo sull'integrazione di Fs Italiane e Anas" si legge infatti in una nota rilasciata da Anas, che aggiunge: "Armani ha preso atto della decisione e dell'apprezzamento a lui rivolto per il lavoro svolto e ha quindi ritenuto opportuno lasciare l'incarico". Il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio, la scorsa estate, fu più chiaro ed esplicito: "La fusione Fs-Anas è una operazione sbagliata che è da fermare". Aveva detto Armani: "Il nuovo dimensionamento, derivante dall'integrazione, ci consentirebbe di poter concorrere con i maggiori competitor a livello mondiale, con importanti ricadute sulla capacità di produrre maggiori investimenti e generare profitti". Dal matrimonio fra il gruppo ferroviario e il gestore stradale, secondo il progetto caro al governo di centrosinistra, era nato un polo di infrastrutture con circa 44mila chilometri di rete complessiva. La nuova realtà industriale avrebbe avuto un valore di 11 miliardi, contando inoltre su 108 miliardi di investimenti in dieci anni, 50 miliardi di capitale investito e 81 mila dipendenti. Un'escamotage che permetteva ad Anas di non pesare sul debito pubblico.

È stata dunque la decisione di Toninelli di non proseguire nel processo di fusione Anas-Ferrovie a spingere Armani alle dimissioni.

E lo stesso ministro gongola sui social: "Il vento sta cambiando anche in Anas".

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