Cassano guarda avanti: "Mi piacerebbe fare il direttore sportivo"

Antonio Cassano ennesimo colpo di scena

Fonte Getty Images

La sua carriera è costellata di episodi che hanno limitato la sua crescita, quelle famose 'cassanate' che lo hanno in qualche modo anche contraddistinto.

"Mi piacerebbe restare nel calcio come direttore sportivo".

"Non posso sapere se sono bravo o no, non l'ho mai fatto". Sicuramente quando parla Cassano lo fa sempre per creare discussioni, non va però dimenticato che in questa Serie A, che lui definisce modesta, negli ultimi anni per una serie di fattori (fisici e mentali) lui non è riuscito nemmeno a esserci. C'è un periodo per tutto. A quel tempo c'erano numeri dieci come Baggio, Totti, Del Piero, io, e tanti bravi difensori. Nel 2006 abbiamo vinto un Mondiale giocando con palla lunga su Toni. Adesso impera il guardiolismo, ma di Pep Guardiola ce n'è uno nel mondo. Quando dico che il livello della Serie A è modesto, non voglio essere snob, è un mio pensiero parametrato ai miei tempi. Allora io mi chiedo, ma se Icardi fosse stato nell'Inter di Ronaldo e Vieri, avrebbe giocato?

"Mattina di Sampdoria-Cagliari nel 2009, squadra in ritiro. Ferrero mi piace molto e Romei mi ricorda molto Galliani, tantissima competenza calcistica e manageriale". Il percorso professionale mi ha portato a vestire la maglia di altre società, ma ho fatto di tutto per ritornare. "A Genova e al Parma ho fatto vedere il mio calcio migliore". Mazzarri porta sul terrazzo Padalino e Ziegler con la sigaretta in bocca. Mi trattengono. Prima decido di non giocare e di rientrare a casa. Poi cambio idea: gioco ma vado subito allo stadio. Poi ricevo la telefonata del mio ex procuratore e mi dice 'guarda c'è anche la Samp che ti vuole'. Arriviamo al Ferraris dopo un quarto d'ora, mi sdraio su un lettino e mi addormento. "Mi svegliano nel riscaldamento, alla fine scendo in campo e faccio la differenza con un goal e due assist".

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