Chiude la storica fabbrica di cioccolatini Pernigotti

La proprietà turca chiude la Pernigotti, a Novi Ligure rischiano il posto in 100

I turchi chiudono la Pernigotti, mobilitazione in città

Pernigotti fu fondata nel 1860 da Stefano Pernigotti a Novi Ligure: all'inizio era una drogheria famosa per il torrone. Una proprietà che non ha mai investito un euro sullo stabilimento. Rocchino Muliere, il sindaco di Novi Ligure (Alessandria), reagisce così all'annunciata chiusura della Pernigotti, storica azienda del cioccolato. Nel 1971 acquistò la Streglio, specializzata in prodotti a base di cacao mentre negli anni Ottanta attraversò una crisi che portò alla vendita di Sperlari, nel 1981 alla statunitense H.J.Heinz Company. Nel 1914 con la Prima guerra mondiale alle porte, il Governo Italiano proibisce l'impiego dello zucchero per la preparazione dei generi dolciari, fra i quali il torrone: ciò che poteva rappresentare un grave ostacolo per la produzione, si trasforma, grazie alla geniale intuizione di Francesco, in un'innovazione che arricchisce la qualità dell'azienda.

Il suo successo è stato tuttavia legato soprattutto al gianduiotto, il cioccolatino inventato a Torino nel 1865, che Pernigotti iniziò a produrre industrialmente nel 1927. Nel 1936 Paolo avvia una nuova produzione, quella dei preparati per gelateria, che ancora oggi è uno dei punti di forza dell'azienda. "La chiusura dello stabilimento di Novi Ligure si tradurrà nel licenziamento di circa cento persone", ha raccontato il segretario Flai Cgil Marco Malpassi - Sono cinque anni che facciamo proposte all'azienda, a fronte di bilanci mediamente in rosso per 10 milioni ogni anno e di quattro amministratori delegati che si sono avvicendati. Nel 1944 un bombardamento distrugge l'opificio che viene ricostruito e trasferito negli ex magazzini militari di viale della Rimembranza che adesso chiudono. La notizia arriva dai sindacati, che nell'incontro di ieri con i rappresentanti del gruppo turco Toksoz, proprietario della storica azienda dolciaria, hanno appreso la decisione "definitiva" di fermare le macchine dello stabilimento. Nel 1995 Stefano Pernigotti, rimasto senza eredi dopo la scomparsa dei due figli ancora giovanissimi in un incidente stradale in Uruguay nel luglio 1980, decide di cedere lo storico marchio novese alla famiglia Averna, nota per i successi legati al settore delle bevande alcoliche.

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