Manovra, l'Ue boccia il governo: deficit al 2,9%

Il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici col presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker

Il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici col presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker

Le previsioni Ue "sottovalutano l'impatto positivo della nostra manovra economica e delle nostre riforme strutturali. Andiamo avanti con le nostre stime sui conti pubblici, sulla crescita che aumenterà e sul debito e il deficit che diminuiranno". Il rapporto tra debito e Pil, dal 131,2% del 2017, dato acquisito, è stimato al 131,1% nel 2018, al 131% nel 2019 e al 131,1% nel 2020. Nel 2020 sfonda il tetto del 3%, raggiungendo il 3,1%. Dopo una solida crescita nel 2017, l'economia italiana ha rallentato nel primo semestre del 2018 a seguito dell'indebolimento dell'export e della produzione industriale, scrive Bruxelles, segnalando che l'aumento del deficit unito ai maggiori tassi di interesse e a rischi al ribasso mettono a rischio la riduzione dell'alto livello di debito pubblico italiano rispetto al Pil.

Il ministro dell'Economia Giovanni Tria contesta le previsioni della Commissione europea relative al deficit: "Sono in netto contrasto con quelle del governo italiano e derivano da un'analisi non attenta e parziale del Documento programmatico di bilancio (Dpb), della legge di bilancio e dell'andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall'Italia", afferma Tria in una nota.

Nella nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza il Governo italiano aveva stimato un debito al 130% del Pil nel 2018, al 128,1% nel 2019 e al 126,7% nel 2020.

Tagliate stime di crescita. La Commissione Ue lo dava al 129,7% nelle sue ultime previsioni (maggio), adesso Bruxelles lo considera al 131%. "Ci dispiace constatare questa défaillance tecnica della Commissione non influenzerà la continuazione del dialogo costruttivo con la Commissione stessa in cui è impegnato il Governo italiano - ha sottolineato il ministro - rimane il fatto che il Parlamento italiano ha autorizzato un deficit massimo del 2,4% per il 2019 che il Governo, quindi, è impegnato a rispettare". I prezzi al consumo, cioè l'inflazione, sono visti in aumento dell'1,3% quest'anno, dell'1,5% nel 2019, principalmente per effetto dell'aumento dei prezzi del petrolio, mentre sono previsti al +1,4% nel 2020. Con l'1,1% quest'anno, persino la Gran Bretagna nonostante le difficoltà legate alla Brexit fa meglio con l'1,3%.

La Commissione Europea oggi ha rivisto al ribasso le stime sul rapporto deficit-Pil dell'Italia. Lo scrive la Commissione Ue nelle nuove previsioni economiche autunnali. Il governo prevede per l'anno prossimo +1,5% e per il 2020 +1,6%. "Una crescita prolungata dei rendimenti dei titoli di Stato peggiorerebbe le condizioni di raccolta per le banche e ridurrebbero ulteriormente l'offerta di credito, mentre la spesa pubblica potrebbe scoraggiare gli investimenti privati". "In alcuni Paesi dell'eurozona altamente indebitati, soprattutto in Italia, il circolo vizioso tra banche e debito sovrano potrebbe riemergere in caso di dubbi sulla qualità e la sostenibilità dei conti pubblici, che in un ambiente di riprezzamento complessivo dei rischi e di un aumento dei costi di rifinanziamento, potrebbe sollevare preoccupazioni di stabilità finanziaria e pesare sull'attività economica". "L'interazione del debito sovrano con il settore bancario è ancora preoccupante", avverte l'esecutivo comunitario, che non resta indiffirente di fronte al progetto di reddito di cittadinanza.

DEBITO PUBBLICO - Per quanto riguarda l'"elevato" debito pubblico dell'Italia, secondo le previsioni della Commissione Europea, è previsto stabile intorno al 131% del Pil nel triennio 2018-2020.

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