Manovra, l'Ue boccia il governo: deficit al 2,9%

Manovra che succede all'Italia se scatta la procedura Ue

Cosa dicono le previsioni economiche Ue sull'Italia

Le previsioni Ue "sottovalutano l'impatto positivo della nostra manovra economica e delle nostre riforme strutturali. Andiamo avanti con le nostre stime sui conti pubblici, sulla crescita che aumenterà e sul debito e il deficit che diminuiranno". Il rapporto tra debito e Pil, dal 131,2% del 2017, dato acquisito, è stimato al 131,1% nel 2018, al 131% nel 2019 e al 131,1% nel 2020. Nel 2020 sfonda il tetto del 3%, raggiungendo il 3,1%. Dopo una solida crescita nel 2017, l'economia italiana ha rallentato nel primo semestre del 2018 a seguito dell'indebolimento dell'export e della produzione industriale, scrive Bruxelles, segnalando che l'aumento del deficit unito ai maggiori tassi di interesse e a rischi al ribasso mettono a rischio la riduzione dell'alto livello di debito pubblico italiano rispetto al Pil.

Il ministro dell'Economia Giovanni Tria contesta le previsioni della Commissione europea relative al deficit: "Sono in netto contrasto con quelle del governo italiano e derivano da un'analisi non attenta e parziale del Documento programmatico di bilancio (Dpb), della legge di bilancio e dell'andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall'Italia", afferma Tria in una nota.

Nella nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza il Governo italiano aveva stimato un debito al 130% del Pil nel 2018, al 128,1% nel 2019 e al 126,7% nel 2020.

Tagliate stime di crescita. La Commissione Ue lo dava al 129,7% nelle sue ultime previsioni (maggio), adesso Bruxelles lo considera al 131%. "Ci dispiace constatare questa défaillance tecnica della Commissione non influenzerà la continuazione del dialogo costruttivo con la Commissione stessa in cui è impegnato il Governo italiano - ha sottolineato il ministro - rimane il fatto che il Parlamento italiano ha autorizzato un deficit massimo del 2,4% per il 2019 che il Governo, quindi, è impegnato a rispettare". I prezzi al consumo, cioè l'inflazione, sono visti in aumento dell'1,3% quest'anno, dell'1,5% nel 2019, principalmente per effetto dell'aumento dei prezzi del petrolio, mentre sono previsti al +1,4% nel 2020. Con l'1,1% quest'anno, persino la Gran Bretagna nonostante le difficoltà legate alla Brexit fa meglio con l'1,3%.

La Commissione Europea oggi ha rivisto al ribasso le stime sul rapporto deficit-Pil dell'Italia. Lo scrive la Commissione Ue nelle nuove previsioni economiche autunnali. Il governo prevede per l'anno prossimo +1,5% e per il 2020 +1,6%. "Una crescita prolungata dei rendimenti dei titoli di Stato peggiorerebbe le condizioni di raccolta per le banche e ridurrebbero ulteriormente l'offerta di credito, mentre la spesa pubblica potrebbe scoraggiare gli investimenti privati". "In alcuni Paesi dell'eurozona altamente indebitati, soprattutto in Italia, il circolo vizioso tra banche e debito sovrano potrebbe riemergere in caso di dubbi sulla qualità e la sostenibilità dei conti pubblici, che in un ambiente di riprezzamento complessivo dei rischi e di un aumento dei costi di rifinanziamento, potrebbe sollevare preoccupazioni di stabilità finanziaria e pesare sull'attività economica". "L'interazione del debito sovrano con il settore bancario è ancora preoccupante", avverte l'esecutivo comunitario, che non resta indiffirente di fronte al progetto di reddito di cittadinanza.

DEBITO PUBBLICO - Per quanto riguarda l'"elevato" debito pubblico dell'Italia, secondo le previsioni della Commissione Europea, è previsto stabile intorno al 131% del Pil nel triennio 2018-2020.

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