Ossa ritrovate in Nunziatura: la famiglia Orlandi nomina l’ex perito dei Gambirasio

Chi l'ha visto ossa in Vaticano non solo Orlandi il giallo di Alessia e Magdalena

Ritrovamento frammenti ossei. Card. Parolin: le cose si fanno con trasparenza

Ora è al servizio della famiglia di Emanuela Orlandi. Un super esperto, consulente tecnico di parte nominato dalla famiglia della Orlandi.

Pietro Orlandi ha inoltre affermato come Monsignor Pietro Parolin, ricoprente il ruolo di Segretario di Stato in Vaticano, avrebbe smentito come le ossa ritrovate possano appartenere a Emanuela Orlandi. Al momento, tuttavia, i familiari della ragazza non sono ancora stati individuati tecnicamente come parte offesa, segno che i dubbi sull'appartenenza dei resti alla giovane sono ancora molti.

In queste ore gli esperti sono alle prese con una procedura che prevede il taglio e la polverizzazione delle ossa.

Già una volta il criminologo - noto per la sua avversione a quello che lui chiama 'innamoramento della tesi accusatoria'- si scontrò, nel caso di Carmine Belli, con le conclusioni dell'UACV della Polizia, Unità Analisi Crimine Violento - la task force voluta da Gianni De Gennaro quand'era capo della polizia di Stato, per contrastare l'aumento dei crimini violenti in Italia - demolendole al punto di portare all'assoluzione del Belli. Ecco perché la collaborazione di Portera potrebbe rivelarsi decisamente utile. Da queste circostanze si è giunti alla "ragionevole certezza" che le persone siano due.

Il caso si è prepotentemente riacceso nei giorni scorsi, a seguito del ritrovamento di alcune ossa presso la Nunziatura Apostolica di Via Po a Roma, che alcuni hanno voluto attribuire ad Emanuela e a Mirella Gregori, l'altra ragazza scomparsa a Roma nel 1983 a pochi giorni di distanza da Emanuela, la cui sparizione viene spesso collegata al Caso Orlandi. "Non so chi ha messo in relazione questa vicenda con il caso Orlandi", ha dichiarato il cardinale - riferisce il Sir, l'agenzia dei vescovi - rispondendo ad una domanda, a margine di un convegno. E la Segreteria di Stato ha immediatamente avvertito la procura guidata da Giuseppe Pignatone, appena trovate le ossa, "per ragioni semplicemente di trasparenza, perché non ci siano recriminazioni sul fatto che la Santa Sede abbia tenuto nascosto qualcosa". "Non si può fare alcuna diagnosi né di sesso né di età - ha detto Arcudi, smentendo le voci di ieri - Chi dice il contrario fa solo illazioni e ipotesi non fondate su evidenza scientifica". Immagino il tormento per non sapere se Emanuela era viva o morta, senza sapere dove è stata sepolta. Secondo il medico legale, infatti, potrebbero appartenere ad una donna sui 25 anni, quindi troppo grande per essere identificata nella cittadina vaticana scomparsa a 15 anni così come nella ragazzina coetanea, Mirella Gregori. Che, come hanno rilevato anche gli investigatori italiani ha visto Santa Sede e Italia - a differenza del passato - collaborare sin dall'inizio con tranquillità e trasparenza. Di una cosa è certa: grazie all'inchiesta in corso "si sono aperte energie positive che riguardano la vicenda e che porteranno a galla tante verità taciute".

Contrariamente a quanto sostenuto dalla consulenza firmata dalla dottoressa Cristina Cattaneo, la stessa che si occupò del caso Gambirasio, Lavorino non considera la porta interna della caserma quale arma del delitto, nonostante siano state repertate dal RIS dei carabinieri tracce lignee sul corpo di Serena Mollicone, dopo l'esumazione. Ne sono convinto al cento per cento.

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