Pernigotti resta in Italia? "Cercasi partner industriali"

Pernigotti chiude lo stabilimento di Novi Ligure

Pernigotti, chiude lo stabilimento di Novi Ligure

Perché di solito quando qualcuno compra c'è sempre qualcun altro disposto a vendere e non è colpa di Di Maio (o di Berlusconi, o di Prodi, o di Renzi) se a un certo punto i padroni delle aziende vogliono monetizzare perché non hanno eredi (fu così negli anni Novanta per Stefano Pernigotti), perché ne hanno troppi o, questo il caso più comune non solo in Italia, si vuole monetizzare per poi andare in pensione in qualche triste cantone svizzero, nella ridicola Monte Carlo o in un'isoletta dei Caraibi per farsi fregare i soldi da qualche donna locale e dal suo finto fratello. L'assenza di zucchero, infatti, è sapientemente colmata da una maggiore concentrazione di miele, dando vita ad un nuovo torrone dalla consistenza unica. Nel 1944 un bombardamento distrugge l'opificio che viene ricostruito e trasferito negli ex magazzini militari di viale della Rimembranza che adesso chiudono. "In quattro anni non siamo mai riusciti ad avere un interlocutore - spiega Roberto Da Mari, rsu di Cgil - più volte abbiamo denunciato una gestione che accumulava deficit di anno in anno". A precisarlo una nota della stessa societa in cui si legge: "in riferimento alle notizie pubblicate sulla società a seguito dell'annuncio della chiusura delle sole attività dello stabilimento di Novi Ligure, è intenzione dell'azienda dare corso all'esternalizzazione delle proprie attività produttive unicamente presso il territorio nazionale". Nel 2000 cede anche la Streglio a una nipote.

In realtà il passaggio alla famiglia Toksoz era avvenuto nel 2013. Il marchio non è stato dismesso.

Lo hanno annunciato i sindacati a margine dell'incontro che ieri si è tenuto con i rappresentanti del gruppo turco Toksoz. Dopo 158 gloriosi anni. "Almeno così sostenevano i due fratelli titolari". Ci sono stati sì investimenti nel marketing e nel settore pubblicitario, ma non sul fronte produttivo. I pochi impiegati del settore commerciale che rimarranno saranno trasferiti a Milano. Mercoledì mattina è previsto un incontro con il sindaco di Novi Ligure, a cui seguirà un'assemblea per decidere modi e tempi della protesta.

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