Studio Usa, legame tra radiazioni cellulari e cancro in topi - Hi-tech

Test sui topi, le radiazioni dei cellulari aumentano il rischio di cancro. «No legame con l’uomo»

Cellulari e cancro, da una ricerca i primi legami: nelle cavie aumentano i tumori al cuore

A questa domanda ha provato a rispondere il più lungo e costoso studio realizzato fino ad oggi, curato dall'agenzia pubblica americana National Toxicology Program che ha usato come cavie 3 mila fra topi e ratti. Sono diverse poi le altre evidenze che hanno creato molta preoccupazione e obbligheranno ad ulteriori studi. Secondo le spiegazioni del dottor John Bucher, uno degli scienziati che ha lavorato al programma, il legame tra le radiazioni delle radio frequenze e i tumori nei topi maschi sia reale.

I cellulari sono cancerogeni?

La ricerca ha dimostrato come nei ratti esposti a massicce dosi di radiazioni, simili a quelle emesse dagli smartphone, sia aumentata l'incidenza di tumori a cervello, cuore e ghiandola surrenale. Paradossalmente, i ratti maschi che sfuggivano al cancro avevano poi una durata della vita nel complesso superiore alla media. Dando retta alle statistiche senza contestualizzarle in maniera corretta, lo studio potrebbe portarci anche a sostenere che usare ossessivamente i cellulari faccia bene alla salute. "Il 5G è una tecnologia emergente che non è stata ancora definita". In realtà non c'è nemmeno traccia del cadavere.

Lo studio è in corso da dieci anni, ma sono da tenere in considerazione alcuni fattori. É lo stesso errore che compie chi vorrebbe correlare i vaccini con l'autismo o i videogame sparatutto con le stragi scolastiche in America. Innanzitutto, i ratti su cui è stato effettuato lo studio, sono stati esposti ad una quantità di radiazioni molto superiore a quella applicata agli esseri umani e le radiazioni sono state distribuite su tutto il corpo, mentre negli esseri umani sono molto più localizzate. Questa evidenza non ci porta a una certezza in merito a possibili ripercussioni degli smartphone sugli esseri umani. Come riportato anche dal National Cancer Institute.

Lo studio sugli animali è stato abbastanza intensivo tanto che le cavie venivano a ingenti carichi già prima di nascere quindi all'interno del grembo materno.

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