Tumore al seno, studio Aoup: nuove speranze di cura dagli antibiotici

Tumore al seno: risultati promettenti da un antibiotico contro l’acne

Tumore al seno: da team guidato da un salentino scoperta importante

L'effetto antitumorale in vivo della doxiciclina, antibiotico della classe delle tetracicline e comunemente impiegato nel trattamento dell'acne, è stato appena pubblicato sulla rivista internazionale Frontiers in Oncology, aprendo la strada al possibile utilizzo di antibiotici nel trattamento del tumore al seno. Si è scoperto che questo farmaco ha un effetto anti-tumorale, pertanto potrebbe essere utilizzato anche nel trattamento del tumore al seno.

Le cellule staminali neoplastiche che danno avvio al tumore e sono causa di recidive, della resistenza alle terapie e delle metastasi a distanza, risultano molto ricche di mitocondri.

Lo studio è stato condotto dal gruppo di ricerca del prof. Antonio Giuseppe Naccarato, direttore della Sezione dipartimentale di Anatomia patologica 1 dell'Aoup-Azienda ospedaliero-universitaria pisana, con il dott. Sono state così gettate le basi per l'introduzione e l'utilizzo della doxiciclina in pazienti affette da carcinoma della mammella in stadio precoce e candidate perciò a trattamento chirurgico.

"Il documento, oltre ad accrescere la consapevolezza di pazienti e decisori perché possa finalmente aumentare l'attenzione dedicata a queste donne - aggiunge Giuseppe Curigliano, condirettore del Programma Nuovi Farmaci del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell'Università di Milano all'Istituto Europeo di Oncologia - ha l'obiettivo di creare un'alleanza fra medici, pazienti e aziende per far sì che le novità dalla ricerca clinica e farmacologica possano essere messe quanto prima a disposizione di tutte, ovunque nel Paese". I ricercatori dell'University of Salford, coordinati dal professor Michael P. Lisanti, studiavano da tempo questo effetto in modelli tumorali "in vitro" riconoscendo come l'antibiotico doxiciclina fosse capace di eradicare le cellule staminali neoplastiche in otto diversi tipi di tumore, compreso il carcinoma della mammella.

La sperimentazione è stata condotta nel Centro Senologico dell'Aou pisana diretto dalla prof.ssa Manuela Roncella. Alle donne appartenenti al primo gruppo, ovvero quello formato da 9 pazienti, l'antibiotico sembra sia stato somministrato nei 14 giorni precedenti l'intervento chirurgico, con un dosaggio giornaliero di circa 200 mg. Sono stati confrontati i loro valori prima e dopo la terapia antibiotica, tra il tessuto tumorale della ago-biopsia preoperatoria e quello del pezzo chirurgico asportato. Dati simili sono stati osservati anche con un secondo biomarcatore di staminalità. Ciò significa, secondo i ricercatori, che, se è possibile inibire il metabolismo mitocondriale, è dunque possibile eradicare le cellule staminali neoplastiche. Le cellule tumorali neoplastiche per proliferare hanno bisogno di energia che attingono dal metabolismo mitocondriale. "L'arruolamento di nuovi pazienti - si legge in una nota - potrà permettere di confermare nei prossimi mesi questi primi risultati molto promettenti".

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