Xi Jinping promette: "Tagli ai dazi e mercato aperto"

Di Maio in Cina, gaffe sul presidente

"Il presidente Ping": la gaffe di Di Maio in Cina

Durante il suo intervento, Luigi Di Maio ha sbagliato il nome del presidente della Cina, quel Xi Jinping che per il vicepremier italiano è diventato semplicemente Ping. Rispondendo a una domanda di un giornalista, Di Maio ha parlato del presidente Xi Jinping definendolo "il presidente Ping". La prima è stata dal palco del Forum su Commercio e innovazione, di fronte a una platea di capi di Stato e imprenditori come Bill Gates e Jack Ma. Xi ha detto che ci sono oltre 3.600 società partecipanti all'evento, in rappresentanza di 172 Paesi e regioni. In questo caso però l'errore dà l'impressione che il vicepremier e il suo staff fossero con la testa da un'altra parte, non in Cina ma magari alle beghe della maggioranza in Italia, verso cui non a caso Di Maio ripartirà in tutta fretta già martedì mattina. Ora le nostre arance, i nostri limoni, i nostri mandarini ecc. ecc. potranno essere esportati in Cina anche con gli aerei cargo, favorendo un export che fino a oggi è rimasto fermo al palo nonostante la presenza dei prodotti agroalimentari made in Italy nel paese asiatico sia praticamente quadruplicata in valore negli ultimi dieci anni, registrando un +376%, e raggiungendo i 448 milioni di euro. Pechino, ha proseguito, sostiene il G20, l'Apec (Asia-Pacific Economic Cooperation) i Brics (la sigla che riunisce le economie emergenti di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) per un ruolo sempre più importante nella governance economica globale. Certo, la sostanza racconta che Di Maio è venuto qui due volte in due mesi, segno di una grande (e interessata) attenzione che il governo gialloverde sta dedicando al Dragone.

"Alla faccia di chi compra gli Air Force Renzi, da dicembre taglieremo vitalizi e pensioni d'oro: ve lo giuro".

Altre Notizie