Brasile, nata una bambina grazie all’utero di una donatrice deceduta

Bambina nata da utero trapiantato da donatrice deceduta. Primo caso al mondo

Brasile, nata una bambina grazie all’utero di una donatrice deceduta

Si tratta della prima nascita avvenuta grazie ad un trapianto di utero di questo tipo.

Finora si sono ottenute delle nascite solo da trapianti da donatrice viva: 11 su 39 tentativi effettuati dal 2013 a questa parte.

La notizia risale al 15 dicembre dello scorso anno, quando la bimba nacque nell'ospedale universitario di San Paolo del Brasile, dove la mamma era stata ricoverata per il trapianto dell'utero e per seguirne quotidianamente la gestazione. Era necessario attendere, infatti, una donatrice compatibile. La tecnica andrà ulteriormente studiata, prima che possa diffondersi con regolarità, ma costituirà una via in più per realizzare una maternità nei casi in cui l'utero sia stato rimosso o non permetta una gravidanza.

Dani Ejzenberg, uno dei medici che hanno partecipato alla ricerca, ha sottolineato come questo caso dimostri che il trapianto da donatrice deceduta è fattibile e allarghi sensibilmente il bacino di organi disponibili.

L'utilizzo di un donatore deceduto si basa sul mantenimento dell'organo vitale anche dopo il decesso del donatore e il gruppo di lavoro di medici con la madre brasiliana di 32 anni ha trapiantato l'utero dopo che era rimasto senza ossigeno per otto ore. In Svezia sono già 8 i bambini a seguito di trapianto dell'utero.

Tutte le cause di infertilità uterina Le condizioni principali che potrebbero portare a una richiesta di trapianto d'utero sono due: la sindrome di Mayer Rokitansky Kuster Hauser e il fatto di aver subito un' asportazione dell'utero, in genere per via di un tumore o di una complicazione post-parto.

Dopo circa sette mesi, gli ovuli fecondati sono stati impiantati. Alla nascita, la piccola pesava poco più di 2,5 chilogrammi. Prima di dare il via all'intervento alla fortunata ricevente sono stati somministrati dei farmaci atti a indebolire il sistema immunitario, per limitare la possibilità di un eventuale rigetto dell'organo. L'operazione è durata oltre 10 ore. Negli esseri umani le gravidanze sono estremamente rare.

I risultati di questo studio forniscono la prova provata che una nuova opzione per la sterilità uterina assoluta, che colpisce meno del 5% delle donne in tutto il mondo. Aveva però ovaie perfettamente funzionanti.

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