Di Maio: papà, chiedo scusa a tutti

Di Maio, la difesa del padre: «Lavoratori in nero? Ho sbagliato, l’ho fatto per la famiglia»

Il papà di Di Maio: 'Ho sbagliato, ho cercato di non far mancare nulla alla famiglia, Luigi non sapeva niente'

Alla famiglia, agli operai "che hanno lavorato senza contratto per la mia azienda anni fa". "Mi dispiace per mio figlio Luigi che stanno cercando di attaccare, ma lui - assicura Antonio Di Maio - non ha la minima colpa e non era a conoscenza di nulla". "Sarebbe bene ricordare che nei governi a maggioranza Pd nella precedente legislatura per molto, ma molto di meno di quanto sta accadendo al vicepremier Di Maio, ben tre ministri si sono dimessi (Josefa Idem, Federica Guidi e Maurizio Lupi)", rimarca invece Monica Cirinnà invitando alle Camere il vicepremier e chiedendogli di non esporre "suo padre a ulteriore ludibrio sui social". Io ho certamente commesso degli errori, delle leggerezze di cui mi prendo tutta la responsabilità. "Essere un piccolo imprenditore non e' facile soprattutto quando le commesse non vengono pagate. Ho sbagliato a prendere lavoratori in nero, per carità, ma l'ho fatto perché in quel momento non trovavo altra soluzione a una situazione difficile". "Ho nascosto i miei errori per un motivo banale che per me era importante, avevo paura di perdere la loro stima". "Ammetto - aggiunge - che nel cortile avevo lasciato qualche mattone e dei sacchi con materiale edile e altre cose".

Antonio Di Maio si descrive come piccolo imprenditore ma anche come padre, e in questa veste afferma parlando del figlio vicepremier: "Non potendo attaccare l'onestà, la trasparenza e il coraggio di Luigi, ecco che sono partiti attacchi spropositati contro la sua famiglia pur di screditarlo". "Io sono molto orgoglioso dei miei figli e sono orgoglioso di Luigi", dice ancora il padre. "Quando c'e' crisi e a volte si ha paura di non poter andare avanti", continua Antonio Di Maio. "Da padre - ha concluso commosso nel proprio video - posso solo incoraggiarlo ad andare avanti, ma non perche' e' mio figlio, ma perche' credo che stia facendo il bene di questo Paese, contro tutto e contro tutti".

Parlando del servizio mandato in onda domenica sera dalle Iene, "non esiste nessuna elusione fraudolenta", afferma Antonio Di Maio. Nel 2006 ho deciso di chiudere la mia azienda per debiti tributari e previdenziali, che non ero in grado di pagare, questi avevano bloccato l'attività di impresa, per cui non vi era altra strada che chiuderla.

"Di Maio, oltre che andare in TV da Vespa, si degna di venire anche in Parlamento a spiegare come stanno le cose rispetto alle gravi rilevanze che emergono circa ruolo da prestanome, lavoro nero, Equitalia, abusi.?" "Quando, nei giorni scorsi, la Polizia Municipale è venuta a Mariglianella per controllare il capanno sul terreno, di proprietà mia e di mia sorella - ha detto - l'area è stata sorvolata da un drone, come nei giorni scorsi anche la nostra casa". C'erano telecamere e giornalisti ovunque.

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