Gilet gialli, proteste e scontri con la polizia a Parigi

Parigi: 'gilet gialli' ancora in piazza, tafferugli con la polizia

Gilet gialli, proteste e scontri con la polizia a Parigi

L'Arco di Trionfo di Parigi, il celeberrimo monumento innalzato per volere di Napoleone nei primi dell'Ottocento come celebrazione per la vittoria alla battaglia di Austerlitz (ma sarebbe stato terminato solo nel 1836, e dedicato dall'allora re di Francia, Luigi Filippo I, alle armate della rivoluzione e dell'impero), è stato preso d'assalto nella giornata di ieri, sabato 1° dicembre, dai manifestanti riunitisi in place De Gaulle per le proteste dei gilets jaunes, i gilet gialli, contro il presidente della repubblica francese Emmanuel Macron. Un manifestante e' in condizioni molto gravi e tra i feriti ci sono anche 23 poliziotti.

Stato d'emergenza - Il governo studia tutte le opzioni per evitare nuove scene di rivolta e violenze come ieri a Parigi per la manifestazione dei gilet gialli. Accompagnato dal ministro dell'Interno, il presidente ha reso omaggio alla fiamma del Milite Ignoto. Macron ha assicurato che "i colpevoli delle violenze saranno identificati e ritenuti responsabili delle loro azioni davanti alla giustizia", specificando che "nessuna causa giustifica che l'Arco di Trionfo venga deturpato". Oltre a graffiti e imbrattamenti anche danni di una certa importanza a diversi monumenti: "Domani tutto rimarrà chiuso, speriamo di riaprire al più presto mentre gli esperti si metteranno al lavoro per restituire questo monumento alla Nazione". Vi partecipano il premier, Edouard Philippe (che non e' partito per la conferenza sul clima COP24), il ministro dell'Interno Christophe Castaner, il sottosegretario Laurent Nunez (gia' direttore della Dgsi, i 'servizi segreti' che operano all'interno del Paese) e i vertici dell'ordine pubblico.

I "gilet gialli liberi", il collettivo di dimostranti moderati fra i quali una delle promotrici del movimento, Jacline Mouraud, hanno rivelato ai media francesi di aver ricevuto decine di minacce di morte dopo la loro offerta al governo di aprire un negoziato. Macron ha spiegato però che, all'ascolto della "rabbia legittima, dell'impazienza e della sofferenza di una parte di popolazione che vuole vivere meglio più rapidamente", per farvi fronte intende "proseguire con maggior forza" sul cammino delle riforme. Si tratta della terza vittima dall'inizio del movimento, due settimane fa. Morto sul colpo il conducente. Ancora non è chiaro se queste condizioni verranno rispettate e proprio l'assenza di una struttura ufficiale e organizzata per i gilet gialli, sta rendendo difficile il coordinamento delle trattative.

Altre Notizie