Hiv e aids, i dati sulle nuove diagnosi

Giornata contro AIDS: calano i casi di HIV in Piemonte

Aids: 'non esiste più' o 'è problema solo di gay', le bufale smontate da Iss

Oggi ci sono dei farmaci (antiretrovirali) che fortunatamente rallentano il progredire della malattia ma non la guariscono: l'Aids - sottolineano gli esperti - rimane una malattia letale. La classe di età più colpita è quella tra i 20 e i 49 anni (79%), i casi di sieropositività sono invece modesti tra i più giovani e negli ultracinquantenni. Per questo molti che sono sieropositivi, non hanno ancora scoperto di esserlo perché non hanno fatto un test per l'Hiv.

L'incidenza (casi/popolazione) delle nuove diagnosi di Hiv mostra una leggera diminuzione tra il 2012 e il 2015, con un andamento pressoché stabile dopo il 2015 - si legge -.

Una situazione su cui incide anche una percezione del rischio da Hiv ancora molto confusa, una scarsa propensione a ricorrere al test e un mancato uso del profilattico, che tra i giovanissimi può superare il 50%, come segnala la Lega italiana per la lotta con l'aids (Lila).

Sono importanti le indicazioni che arrivano in vista della Giornata mondiale dell'Aids. La maggior parte delle nuove diagnosi di Hiv riguarda le persone di sesso maschile che ha rapporti non protetti con persone dello stesso sesso. Dubbi e ansie infondate riguardano anche la masturbazione, i contatti sessuali indiretti e addirittura il bacio. Lo rivela l'ultima edizione del "Notiziario dell'Istituto superiore di sanità - aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids in Italia" redatto dall'Iss con il contributo dei componenti dell'Advisory Board sulla Sorveglianza delle infezioni da Hiv/Aids del Comitato Tecnico Sanitario del Ministero della Salute. Circa i casi di Aids, l'osservatorio ne ha censiti 690, pari a 1,1 nuovi casi per 100.000 residenti, in lieve diminuzione negli ultimi anni. Ma non possiamo accontentarci: "lo scorso anno i nuovi casi di Aids tra i residenti nella nostra regione sono stati 57, vorremmo che un domani non troppo lontano questo numero potesse essere azzerato" commenta l'assessore regionale alle Politiche per la salute Sergio Venturi. "Ma nell'ultimo decennio il trend in riduzione si è registrato sia tra gli italiani sia tra gli stranieri".

Attualmente nel mondo 3 milioni di bambini e adolescenti sono sieropositivi, e ogni giorno quasi 700 adolescenti tra i 10 e 19 anni diventano sieropositivi. Anche se un individuo con l'Hiv si sente bene, il virus si sta comunque moltiplicando nel suo corpo e può contagiare altre persone attraverso rapporti sessuali non protetti. Progressi troppo lenti per l'Unicef, secondo cui da qui al 2030, circa 360.000 adolescenti moriranno per malattie collegate all'Aids, in assenza di investimenti nei programmi di prevenzione, diagnosi e cura dell'Hiv. Secondo Uniaids alcuni dati non sono poi così negativi: nel 2017 il numero di morti per cause riconducibili all'Aids è il più basso da quando è iniziato il nuovo millennio con 940.000 di vittime, mentre nel 2010 erano ancora 1,5 milioni. Inoltre, tre sieropositivi su quattro mantengono una speranza di vita regolare.

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