Manovra, Conte: non lavoriamo per scendere sotto il 2%, eviteremo procedura infrazione

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte

Il 19 dicembre ci sarà l' ultima riunione dela Commissione per il 2018 ma è essenziale il vertice Ue del 13 e 14 dicembre poichè il premier Conte incontrerà Juncker ( si erano già visti al G20 a Buonos Aires).

Dialogo con l'Europa sì quindi ma senza mettere in discussione le misure cardine della manovra come il reddito di cittadinanza e quota 100. Come quello che introduce una detrazione di 1.000 euro per i cani guida.

Conte, In una nota congiunta, Matteo Salvini e Luigi Di Maio affermano, "ha evidenziato puntualmente l'apertura del governo a un dialogo franco e rispettoso con le istituzioni europee, senza rinunce su quel patto con gli italiani fondato su equità sociale, lavoro, crescita e sviluppo sostenibile che costituisce la stella polare della nostra azione". In un'intervista ad Avvenire, il premier ha assicurato che con Bruxelles è in corso "un negoziato vero" con l'obiettivo di "evitare all'Italia una procedura d'infrazione che fa male al nostro Paese e rischia di far male anche all'Europa". Le maggiori entrate, quasi 71 milioni, si aggiungono al "fondo per l'attuazione del programma di governo". Del resto il Governo appare stretto d'assedio da un fuoco incrociato di critiche. "Nel volgere di qualche giorno avremo un ulteriore passaggio con le istituzioni Ue e confido di poter pervenire al mio massimo auspicio e il mio grande obiettivo e cioè pervenire a una soluzione condivisa per evitare l'infrazione".Il presidente del Consiglio, però, cerca di evitare uno 'smottamento' completo rispetto alle cifre messe nella legge di bilancio e in particolare sul rapporto deficit/Pil che l'esecutivo aveva fissato al 2,4%.

Lo "stop alla legge Fornero", non a caso, è stato inserito anche nel contratto di governo stipulato tra Lega ed M5s che sul fronte previdenziale, oltre alla Quota 100, prevede la proroga del regime sperimentale di Opzione donna per la pensione anticipata [VIDEO]delle lavoratrici e la Quota 41 per i lavoratori precoci che hanno cominciato a lavorare in giovanissima età e oggi, nonostante 41 anni di anzianità contributiva, non riescono ad accedere al trattamento previdenziale con i requisiti richiesti dalla normativa attuale.

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