Migranti, la Danimarca vuole confinarli su un’isola deserta

«In Danimarca non li vogliamo, e se ne accorgeranno»

Migranti, Danimarca confina irregolari e criminali su un’isola. Esulta l’ultradestra

La ministra danese per l'Integrazione Inger Støjberg, che in passato si è distinta per alcune iniziative piuttosto discutibili in materia di immigrazione, sostiene il progetto e ha scritto su Facebook che i migranti che vorrebbe spostare sull'isola "si accorgeranno" di non graditi in Danimarca.

Un'isola per richiedenti asilo che hanno commesso reati e per immigrati che non hanno diritto di rimanere in Danimarca ma che per motivi legali non possono essere rimpatriati. Il partito conservatore Venstre, quello del primo ministro Lars Løkke Rasmussen, ha inserito questa norma nella manovra in cambio dei voti dell'estrema destra sul resto della legge.

L'isola, che sorge in un'insenatura del Mar Baltico, si trova a circa tre chilometri dalla riva più vicina: Copenaghen ha intenzione di ridurre il più possibile il numero di traghetti, aumentando anche i costi di trasporto. Criminali comuni e semplici immigrati senza permesso di soggiorno saranno tutti costretti a convivere sull'isola.

Che la Danimarca non fosse un paese per immigrati lo avevamo già capito quando approvò una legge per confiscare ai richiedenti asilo eventuali beni sopra i 1.340 euro.

La decisione di deportare i migranti sull'isola è stata presa nell'ambito delle trattative sulla legge di bilancio tra i partiti della coalizione di centrodestra che governa il paese dal 2015. Il traghetto, però, non effettuerà viaggi per tutto il giorno, quindi queste persone di notte dovranno essere di nuovo al punto di partenza.

Il provvedimento è destinato ad attirare le critiche e a creare imbarazzo all'interno della formazione che si definisce liberale e che è all'interno del gruppo Alde al Parlamento europeo.

La misura, fortemente criticata dall'opposizione, fa parte dell'accordo di coalizione del governo che include il Partito Popolare Danese (Dansk Folkeparti), dalle posizioni fortemente anti-immigrazione.

Il ministro delle finanze, Kristian Jensen, ha detto che l'isola "non è una prigione", ma le organizzazioni in difesa dei diritti umani sono pronte a dare battaglia e a difendere i migranti che saranno confinati a Lindholm. Saranno obbligati a rimanere nel nuovo centro di espulsione durante la notte e ci sarà la polizia tutto il giorno.

Una presenza che si è fatta sempre più massiccia nel corso degli anni, tanto da cambiare radicalmente la forte politica di inclusione precedente e la nascita di una profonda insofferenza e peggioramento del clima sociale. Il leader dei Verdi di Alternativet, Uffe Elbæk, ha dichiarato che "il governo che voglio guidare non costringerà mai le persone su un'isola deserta".

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