Pil: Boccia "manovra non orientata a crescita, governo si svegli"

L’ultimatum di Confindustria al governo gialloverde

Migliaia imprenditori a Torino per sì Tav: "Pazienza quasi al limite"

"Se siamo qui qualcuno si dovrebbe chiedere perché - ha aggiunto Boccia - la politica è una cosa troppo importante per lasciarla solo ai politici. Dobbiamo aprirci ai mercati, siamo un grande Paese esportatore". "La promessa per Di Maio è che se ci convoca tutti e 12 non lo contaminiamo, il consiglio a Salvini, che ha preso molti voti al nord, di preoccuparsi dello spread perché le imprese se ne preoccupano e il contributo al premier è che questa manovra vale 41 miliardi di cui 18 per pensioni e reddito di cittadinanza". "Siamo ancora in tempo per correggere la manovra", argomenta, e l'apertura di un dialogo tra Italia e Ue "è sicuramente un buon segnale" anche se "il nostro punto di vista va oltre". Lo stiamo facendo con una logica di rispetto delle istituzioni, certo che se qualche ministro quando gli facciamo una proposta ci chiede una mail, ci costringe a fare operazioni come questa di Torino. "Speriamo che questi dati facciano riflettere", manda a dire Boccia. "Il termine lavoro non è un termine ultimamente molto usato e molto di moda - sottolinea - Bisogna tornare alla centralità del lavoro e dell'occupazione nel Paese".

"La distanza è recuperabile solo se il governo riuscirà a contemperare le ragioni elettorali con quelle della crescita in una visione di medio termine, non depotenziando strumenti che hanno funzionato per lo sviluppo e aprendo cantieri". E proprio sotto le Due torri, Boccia continua a caldeggiare la realizzazione del Passante autostradale di Bologna. Boccia, secondo cui "la stagione degli alibi è finita oggi", incalza il governo alla fine del raduno "Sì Tav" delle dodici associazioni datoriali contrarie allo stop della Torino-Lione. "Si parte dalla Tav, si pone la questione infrastrutture in senso largo, grandi e piccole, e si pone un auspicio che è quello di attenzione alla crescita", afferma Boccia. E per questo ha bisogno di infrastrutture all'altezza della seconda manifattura d'Europa. "Una manovra che ha degli investimenti che non ci sono mai stati negli anni precedenti".

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