Svolta nell’e-commerce, è finita l’era del geoblocking

Acquisti online

Da domani si potranno effettuare acquisti online senza frontiere, stop al geoblocking

Con la fine del cosiddetto geoblocking, infatti, nell'Unione Europea gli acquisti potranno essere effettuati senza frontiere e senza che ci siano più limitazioni sulla residenza e/o sui pagamenti. "Nel 2015 il 63% dei siti non consentiva agli utenti di effettuare acquisti da un altro Paese dell'Ue, di conseguenza due terzi dei consumatori che volevano fare acquisti online all'estero non hanno potuto farlo", ha spiegato con una certa soddisfazione vicepresidente della Commissione Ue per il mercato unico digitale Andrus Ansip. "Il 3 dicembre mettiamo fine a questa pratica".

Oltre all'abolizione del geoblocking, gli altri aspetti centrali volti alla realizzazione del mercato digitale europeo riguardano anche la definizione di norme comuni per la realizzazione di infrastrutture di comunicazione e lo sviluppo di un mercato del lavoro in grado di approfittare delle possibilità offerte dalle tecnologie digitali.

Non sarà inoltre più possibile reindirizzare su un sito di un Paese diverso dal sito del Paese richiesto senza il consenso dell'utente, così come non saranno possibili prezzi e comportamenti diversi a seconda del canale di pagamento scelto. L'azienda è obbligata a trovare un accordo con il cliente che può ritirare l'acquisto dal commerciante o optare per la spedizione in una località coperta dal servizio spedizioni del commerciante. Da oggi è possibile comprare online in tutta Europa su tutti gli store senza avere le limitazioni del paese di ordinazione.

Al via da oggi una vera e propria rivoluzione nello shopping online.

La Commissione Ue si è impegnata a rivedere la situazione nel 2020 e decidere se mettere fine al geoblocking anche per musica, e-book, videogiochi e software.

I rivenditori online di EU13 (84%) hanno più probabilità di bloccare gli acquirenti online transfrontalieri rispetto a quelli con sede nell'UE15 (66%).

Per i beni tangibili, il blocco geografico era più elevato per gli elettrodomestici come i forni a microonde (86%) e il più basso per i libri (60%). E lo stesso vale per lo streaming di eventi sportivi come le partite di calcio.

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